Sono un'elettrice di centro-destra. Non amo la politica al punto di esserne esperta.
I risultati delle elezioni regionali, però, parlano da sè.
La gente si è stancata di Silvio. Molta gente si è stancata di Silvio. Ma che la Lega spopoli, non è una vittoria per nessuno.
D'altro canto, con tutta questa gente che pur si è stancata di Silvio, il centro-sinistra non è in grado - ormai da anni - di offrire una valida alternativa, al punto che non vince neanche nel clima della più totale esasperazione ma, anzi, perde terreno.
Inspiegabile è, poi, il fatto che prima di queste elezioni la maggior parte dei governi delle regioni fossero rossi, mentre alle politiche vinse Berlusconi con un'ecatombe dell'opposizione.
Da oggi "wildrealm" parla di come Vale abbia scoperto all'improvviso di non essere come pensava, e della sua ricerca della vera identità.
Visualizzazione post con etichetta frustrazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frustrazione. Mostra tutti i post
martedì 30 marzo 2010
venerdì 26 marzo 2010
Boh
Io dovrei circondarmi di gente normale e invece sono circondata da gente ricca.
Io non sono ricca, ma normale, e nella vita come ogni persona normale ho dovuto fare delle scelte e rinunciare a tante cose. Questo i ricchi non devono farlo, possono permettersi tante scelte diverse.
Io dovrei cambiare aria per non sentirmi costantemente una merda che ha sbagliato tutto.
Non sono la prima persona che si sente soffocare a Bologna.
Io non sono ricca, ma normale, e nella vita come ogni persona normale ho dovuto fare delle scelte e rinunciare a tante cose. Questo i ricchi non devono farlo, possono permettersi tante scelte diverse.
Io dovrei cambiare aria per non sentirmi costantemente una merda che ha sbagliato tutto.
Non sono la prima persona che si sente soffocare a Bologna.
martedì 9 marzo 2010
Neve
E nevica ancora. Metafora dell'inverno lungo che non finisce mai. Il mio inverno non finisce mai!
Sono sempre alla ricerca dell'equilibrio e credevo di averlo trovato, invece pare che io dia l'impressione di non avere le palle quadrate che ho dimostrato in altre occasioni.
Ho scambiato il rispetto per deferenza e non sono stata ferma e chiara sin dall'inizio, così ora, se provo ad esserlo, mi si vede agitata.
Abituo troppo bene chiunque!
Sono sempre alla ricerca dell'equilibrio e credevo di averlo trovato, invece pare che io dia l'impressione di non avere le palle quadrate che ho dimostrato in altre occasioni.
Ho scambiato il rispetto per deferenza e non sono stata ferma e chiara sin dall'inizio, così ora, se provo ad esserlo, mi si vede agitata.
Abituo troppo bene chiunque!
giovedì 25 febbraio 2010
Mi è passato il sonno...
...e mi sono venuti in mente mille pensieri.
Ultimamente sono sulle montagne russe dell'umore: un momento gioisco dell'opportunità di aiutare davvero le persone con il mio lavoro, il momento successivo mi prende il panico su cosa ne sarà del mio futuro economico, e qui entra in gioco l'orgoglio di non farmi mai mantenere dando un contributo almeno della metà alla gestione familiare.
Penso a chi è insensibile e piuttosto stronzetto e piuttosto consapevole nel mettermi i bastoni tra le ruote per emergere, senza sapere che nessuno lo noterà mai, e penso che adesso non me ne starò zitta e buona in virtù del fatto che sono l'ultima arrivata e ho rispetto per chi ha esperienza, perchè l'ultima arrivata non coincide necessariamente con la cogliona che continua a farsi inculare dopo essersi resa conto che la stanno inculando.
Vado continuamente su e giù e non nel modo che sarebbe preferibile.
Sono stanca.
Farsi rispettare richiede per forza di passare per pignoli e stronzi?
Qui sono in una situazione in cui ho ragione al mille per cento, ma le consuetudini tollerate abbassano la mia percentuale al cinquanta. E i capi non intervengono, ma tollerano, giustificano.
Posso farmi rovinare tutte le giornate da una collega malata di manie di protagonismo che, ignorando bellamente ciò che l'azienda le richiede, si mangia il mio stipendio per poter dire al capo "sono stata brava, ho chiuso tanti contratti"?
Ultimamente sono sulle montagne russe dell'umore: un momento gioisco dell'opportunità di aiutare davvero le persone con il mio lavoro, il momento successivo mi prende il panico su cosa ne sarà del mio futuro economico, e qui entra in gioco l'orgoglio di non farmi mai mantenere dando un contributo almeno della metà alla gestione familiare.
Penso a chi è insensibile e piuttosto stronzetto e piuttosto consapevole nel mettermi i bastoni tra le ruote per emergere, senza sapere che nessuno lo noterà mai, e penso che adesso non me ne starò zitta e buona in virtù del fatto che sono l'ultima arrivata e ho rispetto per chi ha esperienza, perchè l'ultima arrivata non coincide necessariamente con la cogliona che continua a farsi inculare dopo essersi resa conto che la stanno inculando.
Vado continuamente su e giù e non nel modo che sarebbe preferibile.
Sono stanca.
Farsi rispettare richiede per forza di passare per pignoli e stronzi?
Qui sono in una situazione in cui ho ragione al mille per cento, ma le consuetudini tollerate abbassano la mia percentuale al cinquanta. E i capi non intervengono, ma tollerano, giustificano.
Posso farmi rovinare tutte le giornate da una collega malata di manie di protagonismo che, ignorando bellamente ciò che l'azienda le richiede, si mangia il mio stipendio per poter dire al capo "sono stata brava, ho chiuso tanti contratti"?
lunedì 1 febbraio 2010
Mediocrità
Certi meccanismi del mondo del lavoro mi fanno sentire così mediocre... molte persone che conosco trovano lavoro, allora credo abbiano qualcosa di speciale! Io sto facendo la gavetta, ho quattro anni di lavoro alle spalle, eppure non ho esperienza sufficiente per risultare interessante nel mio settore. Cosa mi manca? Cosa ho studiato a fare?

martedì 1 dicembre 2009
Life sucks.
Come da oggetto, il mio senso di ingiustizia è prepotentemente tornato a galla ricordandomi che ogni cosa che non va bene nella mia vita non dipende da me. Su nessuna ho controllo o possibilità di agire che cambino la situazione.
Il che, chiariamo, non è che lo pensi io in quanto povera vittima di ingiustizia. Il ragionamento è frutto di numerosi brainstorming con me stessa a base di "cosa faccio, cosa faccio, cosa faccio per non stare con le mani in mano e dire che almeno ho tentato?".
Ma cosa faccio contro:
- la mancanza di denaro sufficiente ad andarmene di casa;
- un divorzio non mio le cui conseguenze continuano a perseguitarmi e ferirmi;
- la situazione critica del mondo del lavoro, in cui non c'è spazio per figure come la mia;
- la mancanza di una casa in cui andare una volta uscita di casa e il divieto - imposto - di fare un mutuo (e quindi che faccio?).
Se questo è vittimismo.

Il che, chiariamo, non è che lo pensi io in quanto povera vittima di ingiustizia. Il ragionamento è frutto di numerosi brainstorming con me stessa a base di "cosa faccio, cosa faccio, cosa faccio per non stare con le mani in mano e dire che almeno ho tentato?".
Ma cosa faccio contro:
- la mancanza di denaro sufficiente ad andarmene di casa;
- un divorzio non mio le cui conseguenze continuano a perseguitarmi e ferirmi;
- la situazione critica del mondo del lavoro, in cui non c'è spazio per figure come la mia;
- la mancanza di una casa in cui andare una volta uscita di casa e il divieto - imposto - di fare un mutuo (e quindi che faccio?).
Se questo è vittimismo.
giovedì 10 settembre 2009
sono arrabbiata
nella vita, alcune opportunità puoi e devi procurartele da solo.
ce ne sono altre che dipendono totalmente dalla fortuna che hai.
io odio la fortuna!
la mia vita è bloccata su più fronti perchè in tutti questi fronti manca l'opportunità fortunosa.
che rabbia, che rabbia, che rabbia.

ce ne sono altre che dipendono totalmente dalla fortuna che hai.
io odio la fortuna!
la mia vita è bloccata su più fronti perchè in tutti questi fronti manca l'opportunità fortunosa.
che rabbia, che rabbia, che rabbia.
giovedì 23 ottobre 2008
ma...
oggi sono dell'umore che non vedo l'ora che finisca.
vorrei essere trattata come una persona con poca esperienza, non come una con poco cervello.
ho anche scoperto che, per alcuni, le due cose coincidono.
mi sono stancata del fatto che il mio non rispondere quando mi si tratta male sia scambiato per mancanza di palle.
e prima o poi risponderò, purtroppo: mi conosco. e non sarà bello (è una di quelle occasioni in cui vorrei tagliarmi la lingua).
mi sono anche stancata che le persone si prendano libertà che a me non sembra di dare loro, anche se si tratta solo di reiterare una battuta - alla quale, ovviamente, non ho risposto.
il pensiero che mi rinfranca è quello per cui mi siedo, in silenzio, e pazientemente aspetto sulla riva del fiume.
aspetto...
vorrei essere trattata come una persona con poca esperienza, non come una con poco cervello.
ho anche scoperto che, per alcuni, le due cose coincidono.
mi sono stancata del fatto che il mio non rispondere quando mi si tratta male sia scambiato per mancanza di palle.
e prima o poi risponderò, purtroppo: mi conosco. e non sarà bello (è una di quelle occasioni in cui vorrei tagliarmi la lingua).
mi sono anche stancata che le persone si prendano libertà che a me non sembra di dare loro, anche se si tratta solo di reiterare una battuta - alla quale, ovviamente, non ho risposto.
il pensiero che mi rinfranca è quello per cui mi siedo, in silenzio, e pazientemente aspetto sulla riva del fiume.
aspetto...
mercoledì 15 ottobre 2008
lì, sempre lì, lì nel mezzo
una vita da mediano, da chi segna sempre poco, che il pallone devi darlo a chi finalizza il gioco.
ho passato tutta la vita nella selva dei mediocri. forse tra i mediocri eccellevo, è vero.
ma io vorrei eccellere tra gli eccellenti.
ambizione.
ho passato tutta la vita nella selva dei mediocri. forse tra i mediocri eccellevo, è vero.
ma io vorrei eccellere tra gli eccellenti.
ambizione.
venerdì 5 settembre 2008
ce l'hai un doccia-schiuma all'acido muriatico?
avrei proprio bisogno di una doccia, e fin qui sarebbe facile.
ma io ho bisogno di una doccia metaforica, di uno scrub metaforico, di un deodorante metaforico, di un trucco accurato (reale e metaforico) e di smettere di fumare.
peraltro, stasera mi sono trattenuta qui e mi sono convinta di non saper più scrivere, di non scrivere nulla di interessante, che tutte le mie sicurezze sul fatto di essere una brava scrittrice/editor siano in realtà stupide presunzioni infondate.
in questo periodo non mi sento più me stessa e dunque non mi sento bene nella mia pelle.
ma io ho bisogno di una doccia metaforica, di uno scrub metaforico, di un deodorante metaforico, di un trucco accurato (reale e metaforico) e di smettere di fumare.
peraltro, stasera mi sono trattenuta qui e mi sono convinta di non saper più scrivere, di non scrivere nulla di interessante, che tutte le mie sicurezze sul fatto di essere una brava scrittrice/editor siano in realtà stupide presunzioni infondate.
in questo periodo non mi sento più me stessa e dunque non mi sento bene nella mia pelle.
venerdì 18 luglio 2008
sbagliare e riparare
A volte mi sembra davvero che, messo via un problema, la crisi di astinenza sia così forte da dover colmare il vuoto con un altro problema. Me li creo io, a quanto pare.
Posto che il passato non si cambia, per quale motivo devo permettergli di perseguitarmi? Perchè non posso perdonarmi ed essere indulgente con me stessa, per una volta?
Che poi. Ciò per cui dovrei perdonarmi è probabilmente qualcosa che per la maggior parte delle persone è normale, ma per me no. Per me è sbagliato. Io ho sbagliato perchè non avevo abbastanza rispetto di me stessa e della mia dignità.
E quella che io ritengo una serie di sbagli continua a pesarmi sulle spalle e peggiora la mia ipocondria.
Io sono una persona diversa, adesso.
(mi preoccuperei del contrario)
Posto che il passato non si cambia, per quale motivo devo permettergli di perseguitarmi? Perchè non posso perdonarmi ed essere indulgente con me stessa, per una volta?
Che poi. Ciò per cui dovrei perdonarmi è probabilmente qualcosa che per la maggior parte delle persone è normale, ma per me no. Per me è sbagliato. Io ho sbagliato perchè non avevo abbastanza rispetto di me stessa e della mia dignità.
E quella che io ritengo una serie di sbagli continua a pesarmi sulle spalle e peggiora la mia ipocondria.
Io sono una persona diversa, adesso.
(mi preoccuperei del contrario)
venerdì 20 giugno 2008
differenziarsi dai geni
qual è la differenza tra non riuscire a fare qualcosa e non farla e basta? mi spiego.
vorrei tanto essere aperta, affettuosa e non l'orso polare che sono, anche con gli amici più cari. non è che non ci riesco, è che semplicemente mi comporto così. mi riprometto di telefonare, e non lo faccio. mi dico che allora scriverò un messaggio, e poi non lo faccio. non mi mancano nè i mezzi nè la voglia, semplicemente non lo faccio. mi passa di mente. vivo in un mondo tutto mio e in questo mondo mi ci sto alienando, ma perchè?
una risposta serpeggia nella mia mente e mi cago letteralmente sotto.
è tutta la vita che provo ad essere diversa. invece sto diventando uguale.
vorrei tanto essere aperta, affettuosa e non l'orso polare che sono, anche con gli amici più cari. non è che non ci riesco, è che semplicemente mi comporto così. mi riprometto di telefonare, e non lo faccio. mi dico che allora scriverò un messaggio, e poi non lo faccio. non mi mancano nè i mezzi nè la voglia, semplicemente non lo faccio. mi passa di mente. vivo in un mondo tutto mio e in questo mondo mi ci sto alienando, ma perchè?
una risposta serpeggia nella mia mente e mi cago letteralmente sotto.
è tutta la vita che provo ad essere diversa. invece sto diventando uguale.
giovedì 19 giugno 2008
smettere
non c'è nulla da fare: si può soltanto abbandonare la brutta abitudine, approfittando magari dello schifo che si sente nei polmoni e in bocca il giorno dopo una serata di alcool e fumo.
si può fare solo tutto in una volta, sentendosi morire dopo poche ore, sentendo i morsi della fame, o forse del mostriciattolo, vivendo giorni in cui, come uno che deve sopravvivere, pensi "non ce la faccio".
si può fare solo tutto in una volta, sentendosi morire dopo poche ore, sentendo i morsi della fame, o forse del mostriciattolo, vivendo giorni in cui, come uno che deve sopravvivere, pensi "non ce la faccio".
giovedì 29 maggio 2008
solitario.
io sono diventata una persona solitaria. mi rendo conto che fatico moltissimo a tenere spontaneamente conto dell'esistenza di una moltitudine di persone intorno a me. nel senso. è come dire "mi piacerebbe non avere paura delle moto", quando in realtà ce l'hai: non puoi cambiare ciò che sei, nè ha senso sognare di essere qualcos'altro.
la domanda è: sono sempre stata così?
non lo so.
un tempo amavo ascoltare e consigliare. chiunque, anche lo sconosciuto sulla panchina.
oggi mi sono irrigidita. non chiedo, ed è raro che la gente abbia di me la sensazione di disponibilità che vorrei dare.
tendenzialmente, mi apro e mi sbilancio dopo molto tempo e con chi mantiene con me un rapporto costante di sua iniziativa, altrimenti non sono in grado di tenerlo su da sola, perchè sono incostante nelle pratiche.
neanche di questo ricordo se è sempre stato così.
non so nemmeno se c'è un motivo oppure no.
la domanda è: sono sempre stata così?
non lo so.
un tempo amavo ascoltare e consigliare. chiunque, anche lo sconosciuto sulla panchina.
oggi mi sono irrigidita. non chiedo, ed è raro che la gente abbia di me la sensazione di disponibilità che vorrei dare.
tendenzialmente, mi apro e mi sbilancio dopo molto tempo e con chi mantiene con me un rapporto costante di sua iniziativa, altrimenti non sono in grado di tenerlo su da sola, perchè sono incostante nelle pratiche.
neanche di questo ricordo se è sempre stato così.
non so nemmeno se c'è un motivo oppure no.
martedì 8 aprile 2008
maledetta, maledetta...
lasciarsi andare a quegli occhi e a quelle braccia? e alle labbra? riservare a lui i miei pensieri? ha del senso, da qualche parte nell'universo? c'è elettricità nell'aria quando siamo vicini. difficile resisterti, quando sei vicino.
ma.
incapace come sono di vedere il futuro che avremmo, perfetto dato il presente che abbiamo, o forse terribilmente imperfetto, e proprio per questo splendido.
incapace di sciogliere le mie catene, perchè... perchè il dolore è ancora troppo.
ma.
incapace come sono di vedere il futuro che avremmo, perfetto dato il presente che abbiamo, o forse terribilmente imperfetto, e proprio per questo splendido.
incapace di sciogliere le mie catene, perchè... perchè il dolore è ancora troppo.
lunedì 7 aprile 2008
"promise me tomorrow starts with you"
fa male lo stomaco, la testa ciondola e a quanto pare, se non sapessi per certo che non è così, sarei quasi sicura di avere un buco al posto dell'addome. per farla più splatter, avrei una voragine sanguinolenta, così si capisce meglio. riesco a conviverci, eh, perchè ormai mi sono abituata e perchè la mia vita è bellissima. sto scoprendo persone e il piacere di essere me stessa senza la rete di salvataggio. però il vuoto si fa rumoroso e le voci rimbombano in una camera priva di mobili. non che manchi il pavimento, ma mancano i mobili a rendere tutto più bello, armonioso, completo e altri mille aggettivi (si sa che i sinonimi non esistono). semmai, dopo, posso pensare alle decorazioni da muro, a come dipingere le pareti, a come coprire le tracce. il problema è che per ora ho una stanza vuota, da riempire come preferisco, e la mia grossa tentazione è di lasciarla vuota, a impolverarsi. la nausea è più mentale che fisica. è come "ten thousand spoons when all you need is a knife".
ho tutto, ma manca sempre qualcosa.
ma che cazzo... fa un male boia!
ho tutto, ma manca sempre qualcosa.
ma che cazzo... fa un male boia!
edit - sai perchè? è perchè capita almeno una volta al giorno che mi crollino addosso tutte le consapevolezze. tutte quante.
Iscriviti a:
Post (Atom)