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venerdì 11 dicembre 2009

What if...

Odio quando qualcuno fa vacillare le mie (poche) certezze. Siccome sono poche, appunto.
Sono poche anche le volte in cui cerco di impormi o di affermare, quantomeno di non far affondare, la mia idea. Perchè ne sono così convinta che, se sei tanto arrogante da non prenderla nemmeno in considerazione, non vale la pena discuterne con te.
Dunque, checchè mi si dica, questa volta non ho fatto nulla di male se non essere eccessivamente disponibile e sperare che questo gesto fosse ricambiato (Tranquillo è morto inculato, come tutti sanno... anche BuonoEGentile è morto inculato, ma non tutti lo sanno).
Siccome bisogna sempre prima guardare nel proprio giardino e poi criticare quello altrui, idea su cui concordo, sono qui per dire: "Miseriaccia, ho già pulito, diserbato, riqualificato, spolverato, ricoltivato il mio giardino e adesso sto fucking criticando quello degli altriii!!" (essere anglofona, alla Debra Morgan, mi aiuterebbe a evitare frasi cacofoniche come quella che precede).
Detto questo, mi è sorto un terribile dubbio.
Sono sempre stata secchioncella, quantomeno studiosa per prendere il bel voto, quante ore di studio non importava purchè il risultato fosse confortante come lo desideravo. Puntualmente ottenevo quello che volevo.
Cosa mi succede adesso? Io non ho voglia di lavorare. Sono una che non ha voglia di lavorare?
Preferisco sempre la vacanza al lavoro, il che è piuttosto ovvio, ma per capire il mio caso provate a esasperare il concetto. Io vivo nell'attesa delle vacanze, ecco. O del weekend.
Un tempo ero studiosa e mettevo tutto il mio impegno e mi piaceva perchè mi faceva sentire a posto con la coscienza, soddisfatta di me, in pieno controllo della situazione.
Non sarò mica cresciuta come una che non ha voglia di fare un cazzo, vero?

mercoledì 15 aprile 2009

sottoesposizione

io mi espongo troppo poco, o forse non mi espongo mai.
se non abbiamo ancora litigato, è perchè non mi butto, non mi metto in gioco, resto nel guscio, mi nascondo. è così difficile, per me, uscire, proporre, rischiare. preferisco – a torto – il mio guscio caldo.

sabato 28 marzo 2009

giorni così

per quanto consolidata possa essere la mia accettazione della realtà, ci sono sempre giorni in cui penso che avrei voluto che le cose andassero diversamente.

mercoledì 18 marzo 2009

realizzarsi

ho sempre pensato a me stessa come a una persona potenzialmente cattivissima, e anni fa la cosa mi piaceva. poi, mi sono ammorbidita e ho iniziato a costruire la mia vita come una persona un po' più "normale" e monotona, con ritmi abitudinari casa-lavoro-palestra.
dal momento che non riesco mai a stare ferma in un unico luogo - anche metaforico, ma devo sempre tendere a qualcos'altro, qualcosa di nuovo, di inesplorato - non appena sono arrivata a un traguardo intermedio, e dato che ultimamente ho trovato un lavoro non precario, il radar dei miei obiettivi ha compiuto il suddetto balzo in avanti.
ora credo che non sarò realizzata e consapevole di poter fare qualcosa di buono fino a quando un esserino nuovo e piccolo non uscirà dal mio pancino.
credo che quella sarà la massima realizzazione della mia vita, il compimento della mia utilità, il fondamento del mio posto nel mondo.
sarà la cosa migliore che io possa mai "fare" nella vita.

giovedì 29 gennaio 2009

conflitti di interesse

io e la mia futura suocera ci abbiamo messo un po’ di tempo a capirci, ma ora “ci amiamo”. eppure, sarò sempre un po’ gelosa dell’amore che il mio amore prova per lei. lo so: errore terribbbbbile! mai mettersi in mezzo tra marito e suocera e lungi da me la sola idea, tanto più che intrattengo ottimi rapporti con entrambi e che i miei futuri suoceri sono molto discreti, per nulla invadenti.
questa riflessione è stata suscitata dalla malsana idea che quando reclami un uomo, o sei sua madre o sei una rompipalle. lo stesso concetto - “non ci sei mai a cena” (inclusi gli occhioni cerbiattosi e inumiditi), oppure “vorrei passare più tempo con te” – acquista diverse valorizzazioni semantiche a seconda del ruolo familiare dell’emittente del messaggio – scusate, qui è emersa un attimo l’ex studentessa di comunicazione. in sostanza: alla mamma si dice sempre sì, alla fidanzata si dice sì con riserva – cioè lui si riserva di pensare “che palleee!”.
mi infastidisce enormemente l’idea che ogni mio “reclamo” – ad esempio “amore, mi fai le coccole?” oppure “amore, mi porti al centro commerciale/al cinema/al ristorante cinese/eccetera?” sia percepito dal mio lui come qualcosa che deve fare per far tacere la rompipalle che è in me.
deve essere coda di paglia, perchè Lui, in realtà, non si lamenta mai. o forse questa mancanza di lamentele mi insospettisce.
insomma, non me ne va bene una ;-)

domenica 17 agosto 2008

dov'è la sardegna?

questa mattina mi sono svegliata e non ero su suolo sardo, nè la corsica mi aspettava per darmi il buongiorno dall'altro lato del mare. non c'è che dire, io odio i ritorni.
grazie a sbri e grazie ai miei tre compagni di viaggio per le risate, il divertimento, le chiacchiere.
grazie anche a sardinia ferries per il ritardo accumulato dalla nave scorpio che così è partita con due ore di ritardo in mare grosso (da lasciare lì tutto l'apparato digerente).
grazie alle aspiranti veline che, per quanto inseguano un sogno discutibile, sono accomunate dal fatto di essere ridicole. ne abbiamo riso molto, giudicando la piega del singolo capello prima di metterci a tavola.
grazie a me per aver fumato così tanto da stare male più volte (ma che sei, scema?) dopo che circa un mese fa ero riuscita a rendermi davvero indipendente dalle sigarette. e senza sostituti. non smetterò mai di tentare di smettere!
grazie alla sardegna perchè lì per lì non me ne accorgo, ma mi rilassa e mi rende felice solo esistendo.
un po' come tu.

venerdì 18 luglio 2008

sbagliare e riparare

A volte mi sembra davvero che, messo via un problema, la crisi di astinenza sia così forte da dover colmare il vuoto con un altro problema. Me li creo io, a quanto pare.
Posto che il passato non si cambia, per quale motivo devo permettergli di perseguitarmi? Perchè non posso perdonarmi ed essere indulgente con me stessa, per una volta?
Che poi. Ciò per cui dovrei perdonarmi è probabilmente qualcosa che per la maggior parte delle persone è normale, ma per me no. Per me è sbagliato. Io ho sbagliato perchè non avevo abbastanza rispetto di me stessa e della mia dignità.
E quella che io ritengo una serie di sbagli continua a pesarmi sulle spalle e peggiora la mia ipocondria.
Io sono una persona diversa, adesso.
(mi preoccuperei del contrario)

venerdì 11 aprile 2008

l'ago nel pagliaio.

sola al tavolino mentre aspetto, ripenso a tutto e mi sento finalmente completa e soddisfatta di me stessa senza che ci sia qualcuno al mio fianco, consapevole che il mio amore grande ed il mio grande amore è uno e uno solo resterà... e tutto ciò mi fa sentire così bene, anche se sotto c'è tanto dolore. l'idea di essere fragile e debole senza qualcuno è solo un'idea, appunto, una paura e una brutta sensazione, ma non è la verità.
in questi mesi ho studiato, ho preso bei voti, ho riso, ho cenato fuori, ho visto film, sono andata a ballare, mi sono ubriacata, ho portato a casa degli ubriachi, ho stretto rapporti, ho costruito cose. tuttavia, non sono più riuscita ad ascoltare tiziano ferro nè elisa nè umbrella nè sexy back nè la cura nè a te di jovanotti nè svegliarsi la mattina nè la canzone di 50 volte il primo bacio nè si tu no vuelves nè a percorrere la rotonda dietro casa serenamente nè a pensare alla sardegna senza piangere nè a guardare gita a dozza 40 senza piangere nè a guardare "parlami d'amore" senza piangere per tutti i titoli di coda davanti a mia cugina preoccupatissima che non sapeva se ridere o piangere nè a sentir pronunciare il nome di nicolas cage senza piangere. coltellata ogni volta che passava una grande punto nera. coltellata al tavolo del matis. coltellata quando si parla di wii e mii. coltellata nel riporre ordinatamente in luoghi introvabili foto, cornici, regali. impossibile indossare magliette rosse. coltellata ad ogni pubblicità della grande punto con le farfalle rosse.
sono in grado di amarti perchè non ho mai smesso di farlo. sono in grado di amarti di più perchè ti ho già perso.
ho imparato a credere davvero che l'amore conta e basta.
obiettivamente, nella vita arrivo sempre un po' tardi.
non posso farci nulla, ma quello che provo mi tiene viva. e mi fa credere nella bellezza della vita. è impossibile che cambi e non voglio che cambi.
- you cut me open and I keep bleeding love -

venerdì 8 febbraio 2008

ho voglia di me.

nonostante tutto, mi piace come sto reagendo. il requisito fondamentale è avere molti impegni (necessariamente quotidiani, pesantissimi e totalizzanti), molta determinazione, nessun tempo per pensare, nessuna paura. perchè, se hai paura, torni indietro per paura. bisogna avere forza. ricordare ogni giorno perchè. ricordare che più passa il tempo, più i contorni sfumano, più l'idea diventa idilliaca e spoglia dei suoi problemi, di quei problemi per cui la decisione era stata presa.
mi accorgo, sento il desiderio di introspezione e cura di me. forse non ho tempo. forse non ho voglia. forse non ho nè tempo nè voglia, perchè tutte le mie energie sono altrove. forse il fatto di non avere tempo ha fatto emergere il fatto di non averne voglia, o forza. ha gonfiato il problema.
ma finalmente, finalmente, mi sono trovata. so chi sono. so come sono. a volte so anche cosa voglio - non questa volta, non esattamente. ma finalmente, dopo anni di forse, ma, chissà, potrebbe, magari... ora so chi sono, cosa ho e non ho, come sono fatta nel bene e nel male. il che non è un punto d'arrivo ma di partenza. è uno strumento, non un traguardo, e ora viene il bello: vivere con la consapevolezza di me stessa - sempre nel bene e nel male (lo devo a te, questo. ed è una delle conquiste più belle della mia vita).
vivere con il dubbio di aver scelto bene o male. perchè non è mai facile, e qui entra in gioco la determinazione. io non so cosa sarà domani, finchè riesco a farlo voglio vivere senza saperlo, perchè forse ho fatto troppi progetti. troppo presto. troppo impegno. ho fatto tutto io, naturalmente. almeno so che la colpa è mia, e solo mia.
non voglio vedere film lacrimosi, sentire canzoni tristi, riguardare i ricordi, per ora. non voglio osservare dolci coppiette innamorate che hanno tutto e apprezzano tutto quello che hanno, perchè io avevo il 99% di quello che mi serviva e me ne sono andata per la mancanza dell'1%. va bene che ho il senso di colpa ontologico, va bene che ho deciso tutto io: ma devo punirmi di proposito, per questo?

sabato 19 gennaio 2008

no matter how hard I try...

... a volte è davvero difficile respirare. anche quando hai motivi per sorridere sparsi tutto intorno. soddisfazioni una via l'altra. affetti consolidati. e poi arrivano le ombre del passato e ti trascinano dove non vorresti più andare, dentro cose che non vorresti ricordare, dentro pozzi schifidi e altissimi in cui ti senti claustrofobica, e le pareti sono cose che hai fatto tu, scelte che hai fatto tu, decisioni che hai preso tu, cazzate in cui ti sei lasciata trascinare tu.
I loved you with the fire red, now it's turning blue...
i frammenti di unghia che lasci nel tentativo di aggrapparti lungo la discesa sono inutilmente sprecati perchè sai che non stai davvero cadendo, che ciò che è fatto è fatto, che il respiro tornerà in pochi secondi e sarai di nuovo in aula ad ascoltare la lezione di bilanci, o in casa a riordinare l'armadio mentre una canzone ti tagliuzza il cuore a julienne.
anche l'analisi dei costi non mi risparmia il consueto parallelismo tra ciò che studio e come posso applicarlo alla mia vita passata presente e futura. diciamo che il mio passato è un costo irrilevante, in quanto non può incidere sulle mie scelte future? bè, non proprio. ma di questo concetto potrei mantenere l'idea che ciò che è fatto è fatto, va preso come tale, statico e non dinamico.
io vorrei vivere senza punti nè virgole.

domenica 13 gennaio 2008

e se oggi non mi venisse in mente un titolo?

saranno le deliziose bontà vergognosamente ipercaloriche che la dolce mamy mi ha cucinato per pranzo, ma oggi più che cinica mi sento comprensiva.
ho curiosato come al solito in lidi a me interdetti e invece di godere delle piccole depressioni di persone non proprio amiche (cose ordinarie. non sono così cattiva - purtroppo) mi sono sentita empatica e un po' dispiaciuta. si tratta di depressioni che si dissolveranno, perchè legate al rito di passaggio, a tempi di bilanci (non bilanci d'esercizio, per mia fortuna). quando vedi tutto nero anche se è rosa, fondamentalmente. come dice amore mio di se stesso, io sono buona, però a volte mi piace recitare la parte di quella che non lo è, perchè - aggiungo io - forse così mi sento meno vulnerabile. e mi vedo un po' più cartola (per i non bolognesi, traduco: cool).
in effetti, il mio silenzio prolungato e la mia tendenza a non alimentare litigi e polemiche - se non quando li produco io stessa ^_^ - potrebbe far pensare che non ho le palle di affrontare discussioni e faccia a faccia. no. semplicemente, me ne tiro fuori se ritengo che non ne valga la pena. sto in silenzio, perchè ritengo che non sia costruttivo fare il contrario, non perchè non ho nulla da dire. spesso ciò produce nell'interlocutore la sensazione che io sia debole e indifesa e un'involontaria mancanza di rispetto nei miei confronti, un approfittare del silenzio che io produco scambiandolo per timidezza. boh. la mente umana è quanto di più complicato possa esistere, ed è verissimo che il sonno della ragione genera mostri. molte persone non hanno l'abitudine di accendere il cervello. poverini.

venerdì 4 gennaio 2008

riflessione della sera (non questa sera)

ho riflettuto, ebbene sì. è una riflessione che faccio da alcuni giorni ma mi sovviene mentre sono nel lettino, che prendo sonno, perciò me ne dimentico dormendo e la mattina è già andata.
se in passato avessi reagito meno rabbiosamente, con meno violenza ad alcuni fatti, non sarei passata dalla parte del torto. invece ho fatto il grande salto. il dolore è un argomento più convincente della rabbia, ed è certamente più rispettabile.
è andata com'è andata.

mercoledì 2 gennaio 2008

memoria che fa cilecca...

ho sempre molti pensierini che frullano in testa e penso spesso "appena vado al computer lo scrivo sul blog" ma, poi, regolarmente me ne dimentico e così butto tante parole al vento. mannaggia!
è bellissimo vedere "la spada nella roccia" il primo dell'anno.
è splendido anche tutto il resto della giornata passata ieri, un pot-pourry di quello che io sono: un momento piango disperata - da ansia d'abbandono - appiccicandomi come una cozza alla mia ancora di salvezza, l'attimo dopo mi tramuto in una donna con occhio di triglia sexy, dopodichè torno bambina e canto hockety pockety accompagnandolo con buffi movimenti.
buon anno nuovo a tutti. :o)

lunedì 31 dicembre 2007

buoni propositi per il nuovo anno!? io!?

ascolto musica discutibile che metterò come suoneria nel nuovo cellulare bazza comprato a prezzo superstracciato all'ipercoop. non è tanto mattafix ad essere discutibile, quanto il movimento compulsivo della mia testa e del mio corpo quando parte "gimme more" di britney spears. sono quasi le tre e ho pensato "ora me la suono sul lettore mp3 così posso anche ballare". ma vabbè. deliri pre-capodanno o connaturati a me nel profondo? gimme gimme more, gimme more, gimme gimme more...
anni fa feci una lunga lista di ciò che mi era successo nell'anno che stava per finire. quest'anno non ne ho il tempo, ma vorrei ricordare due-tre cose: mi sono laureata con 110, ho iniziato il master, ho finalmente festeggiato un nuovo anniversario. tutti traguardi che, all'inizio dell'anno, mi sembravano - non scherzo - irraggiungibili.
senza contare tutte le altre "piccole" cose che sono successe, qualcuna l'avrò sicuramente dimenticata. ricordo marco che mi dice "cazzo!" dopo un acuto (ebbene no, non mi dice che sono brava), le nuove conoscenze (scusami se sono poco in circolazione. prometto che mi farò perdonare, e comunque ti penso!). d'altro canto, questo è stato l'anno dell'herpes e della cistite. nel senso che, se prima somatizzavo nello stomaco, ora ho cambiato zona e, anzi, ho addirittura raddoppiato. l'anno scorso potevo dire di aver finalmente visto l'italia campione del mondo. quest'anno l'ho solo vista qualificarsi per gli europei e vedo molta diffidenza sulle potenzialità della squadra, in giro. ma continuo a sperare.
purtroppo certi scogli non sono stati superati.
parlandone con un'amica, mi sono resa conto che non sono folle. che la mia ricerca di un filo, un collegamento, è fondata. il fatto che, poi, essa non abbia luogo perchè vana in partenza è tutt'altra questione.
comunque sia, auguro a tutti un felice inizio d'anno. e ci risentiamo nell'anno nuovo!

venerdì 21 dicembre 2007

i sogni son desideri?

non credo, non sempre.
era solo per sottolineare che a volte ritornano a molestarmi sogni che vorrei ma non posso evitare, con tutto il loro carico di volti ed emozioni al risveglio. per fortuna che ora posso dirlo senza rompicoglioni tra le palle.
stanotte ho sognato qualcosa che ho desiderato accadesse per anni. è stato bello viverlo per finta.
ora vado dal meccanico, a farmi aggiustare (la macchina).
devo ancora comprare tutti i regali di natale. tutti. sono disperata.

venerdì 7 dicembre 2007

"scorci malinconici" (cit.)

Avevo progettato di organizzare la mia esistenza in modo da vivere un buon primo tempo, un ottimo secondo tempo e un gran finale. Con gli anni, mi sono però accorto che nella vita vera non sei un regista, sei un attore: ciò che succede è caos e tu puoi solo interpretarlo, non metterlo in ordine.

lo dice gabriele salvatores, regista premio oscar, in un'intervista su vanity fair. cosa posso dire? è incommentabile, ma totalmente condivisibile, e non avrei potuto trovare espressioni migliori per esporre questa idea.
un po' è triste, sapere che sia così. un po' apre invece spazi interpretativi non da poco: c'è chi è un bravo attore, c'è chi reciterà sempre film di serie b. per quanto squallida, questa cosa è vera: ma è "colpa" (se di colpa si può parlare, nel livello figurativo che intendo) dell'attore, che preferisce farsi strada col grande fratello piuttosto che con una scuola di recitazione. sono scelte.

un'altra riflessione di oggi deriva sempre dalla rivista summenzionata. una lettrice scrive:

Anche a me alla tua età dicevano che ero più matura, ma mica sono stata io a voler perdere la spensieratezza dell'adolescenza: sono stata costretta, per sopravvivere. Tutto questo mi ha fatto capire che tipo di persona non voglio essere, e soprattutto che genitore sarò.

anche se io ho profondamente perdonato i miei genitori, tanto che leggere questa lettera mi turba un po', leggere di spensieratezze perse mi fa pensare. quello che io ho sempre sentito come un mio tratto distintivo, l'assenza di spensieratezza dovuta alla sua perdita tanti anni fa, che si tramuta in (a volte eccessiva) riflessività e profondità, è in realtà una condizione che non ho scelto. non ho scelto di essere matura. non ho scelto di essere una persona che riflette e rimugina.

nel prossimo post, prometto, parlerò solo di splendide e stupidissime amenità, per compensare la malinconia di questo.

lunedì 29 agosto 2005

fine delle vacanze…

ho fatto LA vacanza, il puro divertimento, persone splendide che ora mi mancano da morire... e tra queste, anche persone speciali... che leggeranno prima o poi, sicuramente, x cui non gliela dò la soddisfazione ;) LUI è sempre lì però... lui quello del treno, lui quello del quale forse mi stavo innamorando seriamente, lui quello che dovevo vedere in vacanza... l'ho visto... e torno innamorata, ma sola... mi sono fatta prendere dal panico e da una tentazione fortissima (se ridi, ti vedo!), e mi sono allontanata da lui... di mia iniziativa! Io, che pendo ancora dalle sue labbra! Io, che per averlo avevo patito le pene dell'inferno! Io, che avevo superato me stessa aspettando pazientemente (pazientemente!!) e con relativamente poche crisi isteriche il momento di vederlo... bè, pensiamo alle vacanze... mi sono troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo troppo divertita... troppo meravigliose... e troppo splendide le persone che ho conosciuto... anche se ho fatto i soliti casini da adolescente (2 ragazzi...)... ma ecco, per questi posso trovare una giustificazione, posso perdonarmi, posso dire che mi sono lasciata prendere da sentimenti, da emozioni, da sguardi, dalla luna piena... quindi non ho nulla da perdonarmi perchè come poche altre volte nella vita ho vissuto veramente... pienamente...