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venerdì 26 marzo 2010

Boh

Io dovrei circondarmi di gente normale e invece sono circondata da gente ricca.
Io non sono ricca, ma normale, e nella vita come ogni persona normale ho dovuto fare delle scelte e rinunciare a tante cose. Questo i ricchi non devono farlo, possono permettersi tante scelte diverse.
Io dovrei cambiare aria per non sentirmi costantemente una merda che ha sbagliato tutto.
Non sono la prima persona che si sente soffocare a Bologna.

martedì 2 febbraio 2010

Parole sante!

Il blog di Michele Smargiassi, che ho scoperto oggi sul sito di Repubblica, mi dà uno spunto di riflessione sul mio lavoro. Scrive Smargiassi, a proposito dei controllori di Trenitalia:
 
Ma ho sempre fatto in modo di non prendermela con la persona del ferroviere, comprendendo benissimo che questa categoria di lavoratori si trova costretta fra l'incudine e il martello: rappresenta l'azienda (e non può farne a meno, portandone il nome cucito sul petto della giacca) ed è ormai l'unico a farlo frontalmente nei confronti di una clientela sempre più esasperata: gli uffici informazioni e reclami stanno chiudendo uno a uno ed è sempre più difficile parlare con esseri umani quando ci si rivolge a Trenitalia. Restano solo loro, che a volte (intuisco) vorrebbero dire cose diverse da quelle che sono tenuti a dire.
 
Smargiassi, (forse) senza saperlo, ha colto precisamente il sentimento di molti, moltissimi assicuratori come me.
Rappresentanti di una compagnia che, in quanto tale, è una vera e propria azienda con obiettivi economici in base ai quali stabilisce il prezzo dei propri prodotti/servizi; e interfaccia con i clienti, che percepiscono invece l'assicurazione come una tassa e il servizio assicurativo come un servizio pubblico - cosa che non è.
Lungi da me la difesa della compagnia, devo tuttavia ammettere anch'io che non andrei mai in un negozio privato ad accusare il commerciante di aver alzato i prezzi, nè lo insulterei per questo. Se vuoi il mio vestito, paghi il mio prezzo; altrimenti, è così facile entrare in un altro negozio!
Il mio mestiere, a volte, è irto di difficoltà.

martedì 1 dicembre 2009

Life sucks.

Come da oggetto, il mio senso di ingiustizia è prepotentemente tornato a galla ricordandomi che ogni cosa che non va bene nella mia vita non dipende da me. Su nessuna ho controllo o possibilità di agire che cambino la situazione.
Il che, chiariamo, non è che lo pensi io in quanto povera vittima di ingiustizia. Il ragionamento è frutto di numerosi brainstorming con me stessa a base di "cosa faccio, cosa faccio, cosa faccio per non stare con le mani in mano e dire che almeno ho tentato?".
Ma cosa faccio contro:
- la mancanza di denaro sufficiente ad andarmene di casa;
- un divorzio non mio le cui conseguenze continuano a perseguitarmi e ferirmi;
- la situazione critica del mondo del lavoro, in cui non c'è spazio per figure come la mia;
- la mancanza di una casa in cui andare una volta uscita di casa e il divieto - imposto - di fare un mutuo (e quindi che faccio?).
Se questo è vittimismo.

mercoledì 15 aprile 2009

sottoesposizione

io mi espongo troppo poco, o forse non mi espongo mai.
se non abbiamo ancora litigato, è perchè non mi butto, non mi metto in gioco, resto nel guscio, mi nascondo. è così difficile, per me, uscire, proporre, rischiare. preferisco – a torto – il mio guscio caldo.

mercoledì 11 febbraio 2009

la mia volontà

Nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta dispongo quanto segue.
In caso di:



- malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante

- malattia che mi costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione



chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico né a idratazione e alimentazione forzate e artificiali in caso di impossibilità ad alimentarmi autonomamente.

Le presenti volontà potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con successiva/e dichiarazione/i.




Mi rendo conto che sia un’affermazione forte, ma serve per lottare contro l’imposizione di valori dall’alto a ognuno di noi. Se ognuno sceglie cosa fare della propria vita, non lede la libertà di altre persone. È giusto che ognuno possa decidere per sé. Mai e poi mai potrei pensare mia madre e mio padre a piangere sul mio corpo “quasi” morto, incapaci di andare avanti con la vita perchè bloccati con me. Nè potrei pensare al mio fidanzato nella stessa condizione.

Non sono il tipo di persona che accetta di vivere menomata e non autosufficiente.


E non sono nemmeno così superficiale da credere che la penserò sempre in questo modo. Ora, però, sì.

sabato 24 gennaio 2009

profezie che si autoavverano

dopo aver detto a chiunque mi conosca che “io non ho mai la febbre, al massimo un gran raffreddore”, ho passato tre giorni con temperatura corporea oscillante tra 37,5 e 39 gradi.
a volte, confesso che mi spavento.
è successo che desiderassi un certo sviluppo di cose e che abbia pensato in dettaglio a come avrei voluto che andassero, e che sia stata a guardare senza mai intervenire mentre gli eventi accadevano esattamente come me li ero immaginati nella mia testolina. spaventando persino me stessa.
ebbene, ciò non accade con la palestra.
tutto iniziò con la mia frustrazione per il dimagrimento generalizzato dei miei amici, non seguito da un dimagrimento anche mio.
dite quello che volete, io sono una falsa magra. non che sia grassa, ma sono tondina, morbida, cicciosetta, ditelo come vi pare. ve lo dirò con la taglia: porto una 44 di pantaloni, per le maglie anche oltre. non sono magra, non lo sono mai stata, e purtroppo da un po’ di tempo non sono tonica, ecco perchè mi sono decisa a iscrivermi in palestra.

speravo di dimagrire appena messo piede sul tapisroulant? sì, ma non ci contavo. per buttare giù la pancetta ci vogliono almeno 3 mesi di allenamenti circa 3 volte a settimana.

io vorrei solo buttare giù 2-3 chiletti, quelli che mi fanno sentire a disagio (perchè, contrariamente a tante ragazzotte che vedo in giro, non oso mettere magliettine corte e strizzanti se non posso permettermele, nè faccio uscire mezzo culo dai pantaloni, quindi nell’ultimo anno ho indossato solo cose lunghe e larghe).

comunque, dopo una settimana di palestra in cui volevo prendere il ritmo e godermi il sudore che è come un grammettino perso, e soprattutto dopo una ferrea dieta (nota bene: per me mangiare sano è una ferrea dieta, perchè mangiare è un piacere irrinunciabile), sono riuscita ad ammalarmi e a perdere una settimana intera di palestra tra febbre, bronchite, tosse e raffreddore.

martedì 7 ottobre 2008

dove andremo mai a finire?

Leeds, processo a cuoco gay autore di un macabro omicidio: dopo avere ucciso l'amante ha cercato di cucinarlo

L'evoluzione dell'uomo? Finita: i maschi fanno figli quando sono troppo giovani e così ci sono poche «mutazioni» nel Dna

Si ferma a urinare vicino ad un bar: il proprietario gli spara e lo uccide

Ilary Blasi: «Così ho cambiato Totti». La conduttrice delle Iene: «Era un uomo del secolo scorso, ci ho lavorato sopra». «Non ho mai dubitato di lui»


questi titoli del corriere.it mi ispirano una domanda, la famosa domanda che nasce spontanea:
dove andremo mai a finire?

giovedì 17 luglio 2008

smettere - 2

mentre cerco un supporto per notebook che non me lo faccia surriscaldare, rifletto sullo scivolone pauroso che ho fatto nel mio tentativo di smettere di fumare. diciamo che non devo ricominciare daccapo, ma devo rifare parte del lavoro.
tutta colpa dei demonietti e dello stress!
intanto, il notebook stand che ho trovato ha un nome simile a quello dell'autore del kamasutra, però non è indiano.
non chiedetemi che cazzo sto scrivendo, ai dont nou.
sono nervosa.
ero arrivata a un ottimo punto, il mio corpo non mi chiedeva più sigarette ed era la mia mente a stuzzicarmi. ora mi sembra di aver fumato quattro pacchetti, dalla sensazione che ho in gola.
sapete invece quante ne ho fumate in realtà?
due.
ma con difficoltà.
conto di diminuire tale difficoltà molto presto, intanto mi consola sapere di aver bevuto più di tre litri d'acqua finora durante la giornata.
non è mica facile, sapete.
è una dura lotta con me stessa e la mia ipocondria. che è latente, ma c'è.
macchè latente. sono io che la nascondo, ma a volte mi prende violentissimamente, con del panico assurdo.
comunque.
voglio farcela perchè il senso di soddisfazione che provavo era impareggiabile.

mercoledì 14 maggio 2008

che mondo sarebbe... e qui mi fermo.

una rom di sedici anni tenta di rubare un bambino da una casa. la porta era aperta. avrei una soluzione.
una ragazzina nata nel 1994, quando io ero già alle medie ma ero ancora una racchia, viene uccisa, bruciata e buttata in un pozzo da suoi coetanei. pare fosse incinta.
un'omeopata convinta sospende l'insulina a una giovane paziente, che va in coma e muore. mi ricordo quando un'omeopata tentò di guarire le mie placche in gola con fiale di bismuto anzichè con gli altibiotici. placche per dieci giorni, fin quando non ho preso l'antibiotico di mia iniziativa: sono passate in tre giorni.
per non parlare di quando alcuni partiti tentano di appropriarsi e fare la propria bandiera di qualcosa che è stato di tutti. odio politico.
che mondo di merda.
in questo mondo, il colmo sarebbe trovare degli slip non miei nella macchina del mio ragazzo.

sabato 12 aprile 2008

saprei. se.

che tempo del cazzo! se arrivasse un po' di primavera...
ci vorrebbe un miracolo.
ma uno di quelli potenti.
tenendo sempre presente che ai miracoli non credo, dunque non mi affido alle speranze.
sempre che io le abbia, le speranze, e non è questo il caso.
diciamo così: saprei esattamente cosa fare, se potessi farlo.
saprei esattamente dove inserire le virgole, i punti, i sorrisi.
saprei quali parole servono e quali gesti servono.
saprei capire con uno sguardo o forse due. al massimo tre.
ma saprei, come ho sempre fatto.


- I see your true colors
Shining through
I see your true colors
And that's why I love you
So don't be afraid to let them show
Your true colors
True colors are beautiful,
Like a rainbow
-

lunedì 28 gennaio 2008

segmentazione del mercato delle materie che non ho studiato

ingegneri. come volevasi dimostrare, niente di personali contro gli ingegneri che conosco e che stimo, ragionano male. per funzioni e compartimenti stagni. ma comunque, al di là del voto di informatica che è altissimo lo stesso, sono contenta di ciò che ho. però dai, come si fa a togliere tre (TRE!) punti per una sola domanda a crocette sbagliata?... mmm cercherò di non pensarci... e quindi dicevo che ho così tante cose da fare che ho solo l'imbarazzo della scelta tra una vasta gamma di materie in cui sono decisamente indietro come i meloni. dovrei studiare di notte, più o meno. ma vabbè.
comunque tre punti è un'ingiustizia!

sabato 19 gennaio 2008

no matter how hard I try...

... a volte è davvero difficile respirare. anche quando hai motivi per sorridere sparsi tutto intorno. soddisfazioni una via l'altra. affetti consolidati. e poi arrivano le ombre del passato e ti trascinano dove non vorresti più andare, dentro cose che non vorresti ricordare, dentro pozzi schifidi e altissimi in cui ti senti claustrofobica, e le pareti sono cose che hai fatto tu, scelte che hai fatto tu, decisioni che hai preso tu, cazzate in cui ti sei lasciata trascinare tu.
I loved you with the fire red, now it's turning blue...
i frammenti di unghia che lasci nel tentativo di aggrapparti lungo la discesa sono inutilmente sprecati perchè sai che non stai davvero cadendo, che ciò che è fatto è fatto, che il respiro tornerà in pochi secondi e sarai di nuovo in aula ad ascoltare la lezione di bilanci, o in casa a riordinare l'armadio mentre una canzone ti tagliuzza il cuore a julienne.
anche l'analisi dei costi non mi risparmia il consueto parallelismo tra ciò che studio e come posso applicarlo alla mia vita passata presente e futura. diciamo che il mio passato è un costo irrilevante, in quanto non può incidere sulle mie scelte future? bè, non proprio. ma di questo concetto potrei mantenere l'idea che ciò che è fatto è fatto, va preso come tale, statico e non dinamico.
io vorrei vivere senza punti nè virgole.

lunedì 24 dicembre 2007

ho sonno :(

sto strippando. qualcuno mi aiuti. sono disperata, non riesco a dormire che pochissime ore per notte e sono distrutta. mi sono svegliata incazzata perchè il telefono squillava ininterrottamente e io vorrei sapere chi è che chiama la mattina della vigilia di natale una volta dopo l'altra. tutto ciò non mi fa essere più buona. ho bisogno di dormire.

domenica 23 dicembre 2007

avviso a chi avrà a che fare con la sottoscritta

attenzione, prego: oggi il grado di probabilità di una mia esplosione nervosa è assai alto. tornata tardi dopo giornata faticosa, sveglia dopo sei ore e non riuscivo più a chiudere occhio. oggi mordo, prendete le dovute precauzioni.
se c'è un ambito in cui non ho mai avuto mezzo problema era la qualità del sonno. e la sua quantità, non eccessiva ma giusta. ora mi sveglio anche se sono stanca. ciò mi fa impazzire. mi sveglio arrabbiata. non riesco più a dormire.