Giampaolo Perna, "Ansia. Come uscire dalla gabbia e riprendersi la vita". per capirmi e per capirsi.
Da oggi "wildrealm" parla di come Vale abbia scoperto all'improvviso di non essere come pensava, e della sua ricerca della vera identità.
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martedì 28 aprile 2009
venerdì 18 luglio 2008
letture e scritture e visioni
Io vorrei la Wii e Wii-Fit... :-(
Ma a parte questo.
Visto che d'estate leggo sempre più che d'inverno (leggo quando sono fuori casa, in casa ho altro da fare, a meno che non sia uscito l'ultimo Harry Potter, nel qual caso in casa è come se non ci fossi), sono venuta in contatto con stili e parole.
E mi è venuta voglia di scrivere un libro. Ma che potrei scriverci? Di fantasia ne ho poca e le mie difficoltà creative si palesano sottoforma di periodi lunghi, complessi, con ripetizioni lessicali non degne di me, che amo la paratassi, la brevità e la precisione nella scelta dei vocaboli.
Ho sicuramente qualcosa da dire, ma non so cosa sia nè in che forma farlo emergere. Mi è accaduto spesso, nella vita, di non saper interpretare una mia esigenza se non in modo vago e approssimato. Riesco a scrivere soltanto di getto, quando ne sento l'esigenza. A comando non ce la farei.
Il non riuscire a capire come devo agire (chiamasi allitterazione, la ripetizione di lettera o sillaba: -ire, -ire, -ire. Normalmente è volontaria, io invece ho fatto un pasticcio fonetico) mi fa sentire (SIC) molto frustrata.
Cambiando argomento, mi sono diversificata su un nuovo telefilm, consigliatomi da Sbri e prontamente testato: Queer as Folk, con scene di sesso omosessuale esplicito e storie di ragazzi gay. Il primo episodio mi è piaciuto, dunque proseguo col secondo.
Ma a parte questo.
Visto che d'estate leggo sempre più che d'inverno (leggo quando sono fuori casa, in casa ho altro da fare, a meno che non sia uscito l'ultimo Harry Potter, nel qual caso in casa è come se non ci fossi), sono venuta in contatto con stili e parole.
E mi è venuta voglia di scrivere un libro. Ma che potrei scriverci? Di fantasia ne ho poca e le mie difficoltà creative si palesano sottoforma di periodi lunghi, complessi, con ripetizioni lessicali non degne di me, che amo la paratassi, la brevità e la precisione nella scelta dei vocaboli.
Ho sicuramente qualcosa da dire, ma non so cosa sia nè in che forma farlo emergere. Mi è accaduto spesso, nella vita, di non saper interpretare una mia esigenza se non in modo vago e approssimato. Riesco a scrivere soltanto di getto, quando ne sento l'esigenza. A comando non ce la farei.
Il non riuscire a capire come devo agire (chiamasi allitterazione, la ripetizione di lettera o sillaba: -ire, -ire, -ire. Normalmente è volontaria, io invece ho fatto un pasticcio fonetico) mi fa sentire (SIC) molto frustrata.
Cambiando argomento, mi sono diversificata su un nuovo telefilm, consigliatomi da Sbri e prontamente testato: Queer as Folk, con scene di sesso omosessuale esplicito e storie di ragazzi gay. Il primo episodio mi è piaciuto, dunque proseguo col secondo.
mercoledì 16 luglio 2008
riassunto della settimana precedente
direi di procedere per punti e sciorinare tutte le idee e le consapevolezze accumulate in una settimana di duro, durissimo lavoro.
- almeno fino a domani non toccherò la valigia
- ho trovato i sandali che cercavo, una via di mezzo tra il sandalo alla schiava e le ciabattine che vediamo tanto di frequente circolare ai piedi delle ragazze. 10 euro al mercato, e ho lasciato il cuore su un paio di scarpette rosse ma non avevo con me il cash per tornare a prenderle
- non è mia abitudine bollare un'esperienza come negativa. a ben vedere, se non si trattava di cose gravissime, non ho mai detto "è stata un'esperienza negativa", nemmeno per dire "il film non mi è piaciuto". forse è senso di colpa nei confronti delle persone coinvolte nella suddetta esperienza
- voglio avere dei figli, ma tra un bel po' di tempo e almeno dopo 5 anni di beato matrimonio senza rotture di coglioni :-)
- a volte dare una sculacciata serve, se la sculacciata non sfoga la rabbia del genitore ma è intesa come segnale che il bambino ha toppato gravemente
- ho capito perchè sono perfezionista, precisa e tento di fare qualsiasi cosa benissimo e al meglio: perchè odio i rimproveri. devo avere una lunga storia di rimproveri pregressi e rimossi, grazie ai quali ho coltivato il mio amor proprio
- penso che leggerò anche gli altri libri di Fabio Volo, perchè "É una vita che ti aspetto" mi sta piacendo moltissimo. com'è che lo stesso linguaggio e pensieri simili stesi da me sono estreme banalità, mentre lui riesce a riempire le parole di sostanza? boh. ecco una preziosa chicca, che peraltro mi descrive in un passato non remoto.
«Pur avendo tutto, pur avendo molto, mi mancava sempre qualcosa. Allora non sapevo cosa fosse, ma avevo continuamente la sensazione che il cerchio non si chiudesse. C'era come un buco. Serviva ancora un mattone. Non ci voleva molto, ma quel poco non faceva tornare i conti, non chiudeva, non completava. Per anni in quel vuoto ci mettevo un'altra persona. Una donna. Ripetevo che stavo con lei perchè mi completava. Perchè mi migliorava. Quel vuoto, però, con il passare del tempo mi aveva creato chiaramente una dipendenza. In quella donna riponevo la mia felicità. Quella dipendenza mi metteva paura. Paura di perderla. Si innescavano così dinamiche di disarmonia, che alteravano il mio comportamento o quello dell'altra persona, e finivamo col non vivere la nostra vita. La nostra storia frenava e dirottava i nostri destini. Anche qui ci si adattava» - continuo a sostenere la separazione dei beni, ma non per i motivi che potreste credere. per motivi nuovi e più fondati
- devo tornare alla mia vita salutista fatta di tre litri d'acqua al giorno. lo stress mi ha spinto addirittura a comprare le sigarette
- non so assolutamente fare la babysitter, perchè non ho voglia di giocare coi bambini nè di perdere la testa a controllarli ogni secondo! :-)
lunedì 7 luglio 2008
affinità elettive - 2
durante la vacanza ho proseguito nella lettura delle Affinità Elettive, faticando non poco a interpretare il linguaggio ridondante di Goethe. cito qui alcuni periodi o frasi che ho ritenuto degni di nota per qualche motivo.
«Com'è raro che l'uomo sappia valutare esattamente ciò che occorre sacrificare per ottenere un certo vantaggio! com'è difficile volere lo scopo senza disprezzare i mezzi! Molti scambiano addirittura i mezzi per il fine, e si rallegrano di quelli perdendo di vista questo» (lo dice il Capitano).
«Negli affari è come nel ballo; persone che hanno lo stesso passo diventano per forza indispensabili l'una all'altra; da questo sorge necessariamente una reciproca simpatia».
«le creature che già per natura si sentono l'una verso l'altra inclinate, si associano ancor meglio quando la legge le unisce».
«Il matrimonio è l'alfa e l'omega di ogni civiltà. Esso fa gentili i feroci, ed anche il più raffinato non ha occasione migliore di mostrare la propria gentilezza. Indissolubile dev'essere; poichè porta tanta felicità che ogni singola eventuale sventura non merita d'essere tenuta in conto. [...] La condizione umana è così ricca di dolori e di gioie, che non si può affatto tenere il conto di ciò che una coppia di sposi si debbano l'un l'altro. É un infinito debito, che può venire compensato solo con l'eternità».
ma d'altro canto:
«chi conosce il mondo, vede bene che anche nel matrimonio l'unico inconveniente è l'esigenza della durata eterna, in mezzo a tanta instabilità delle cose umane».
«I fanciulli non mantengono quello che promettevano, ben raramente lo mantengono i giovani, e se per caso tengono parola, ecco che il mondo non la tiene a loro».
«Ella si diceva tutto ciò che ci si può dire in simili casi, e si anticipava, com'è uso, la dolorosa consolazione che anche tali dolori il tempo avrebbe lenito. E malediceva il tempo che occorre per lenirli; e malediceva il tempo squallido in cui sarebbero stati leniti» (Carlotta, preda delle pene d'amore).
«Il presente non si lascia facilmente sottrarre il suo immenso potere».
«Una parola esplicita è terribile quando manifesta improvvisamente ciò che il cuore già da lungo tempo si è consentito».
«Poichè un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto, sa di che cosa è stato privato. Il desiderio si muta in malinconia ed impazienza».
«Com'è raro che l'uomo sappia valutare esattamente ciò che occorre sacrificare per ottenere un certo vantaggio! com'è difficile volere lo scopo senza disprezzare i mezzi! Molti scambiano addirittura i mezzi per il fine, e si rallegrano di quelli perdendo di vista questo» (lo dice il Capitano).
«Negli affari è come nel ballo; persone che hanno lo stesso passo diventano per forza indispensabili l'una all'altra; da questo sorge necessariamente una reciproca simpatia».
«le creature che già per natura si sentono l'una verso l'altra inclinate, si associano ancor meglio quando la legge le unisce».
«Il matrimonio è l'alfa e l'omega di ogni civiltà. Esso fa gentili i feroci, ed anche il più raffinato non ha occasione migliore di mostrare la propria gentilezza. Indissolubile dev'essere; poichè porta tanta felicità che ogni singola eventuale sventura non merita d'essere tenuta in conto. [...] La condizione umana è così ricca di dolori e di gioie, che non si può affatto tenere il conto di ciò che una coppia di sposi si debbano l'un l'altro. É un infinito debito, che può venire compensato solo con l'eternità».
ma d'altro canto:
«chi conosce il mondo, vede bene che anche nel matrimonio l'unico inconveniente è l'esigenza della durata eterna, in mezzo a tanta instabilità delle cose umane».
«I fanciulli non mantengono quello che promettevano, ben raramente lo mantengono i giovani, e se per caso tengono parola, ecco che il mondo non la tiene a loro».
«Ella si diceva tutto ciò che ci si può dire in simili casi, e si anticipava, com'è uso, la dolorosa consolazione che anche tali dolori il tempo avrebbe lenito. E malediceva il tempo che occorre per lenirli; e malediceva il tempo squallido in cui sarebbero stati leniti» (Carlotta, preda delle pene d'amore).
«Il presente non si lascia facilmente sottrarre il suo immenso potere».
«Una parola esplicita è terribile quando manifesta improvvisamente ciò che il cuore già da lungo tempo si è consentito».
«Poichè un cuore che cerca, sente bene che qualcosa gli manca; ma un cuore che ha perduto, sa di che cosa è stato privato. Il desiderio si muta in malinconia ed impazienza».
lunedì 23 giugno 2008
affinità elettive - 1
ho deciso di colmare la mia vergognosa ignoranza leggendo libri classicissimi e non il tipico thriller d'estate. al momento, mi sto appassionando a Goethe: vorrei condividere con voi alcune perle di estrema saggezza, su cui vi lascio a riflettere.
Poichè la coerenza, come tu dici, è proprio il vostro elemento {delle donne, NB} - replicò Edoardo, - così non bisogna lasciarvi fare un discorso filato, o altrimenti bisogna rassegnarsi a darvi ragione.
(come dire: pur vivendo nel XVIII secolo, quest'uomo ha visto giusto!)
Gli uomini pensano più al particolare, al presente, e con ragione, poichè essi sono chiamati a fare, ad agire; le donne invece pensano più alla catena di conseguenze ond'è intessuta la vita, e questo con ugual ragione, poichè il loro destino, il destino delle loro famiglie è legato a questo nesso es esse stesse ne promuovono la coerenza.
(finalmente qualcuno che lo dice, lo ammette!)
Poichè la coerenza, come tu dici, è proprio il vostro elemento {delle donne, NB} - replicò Edoardo, - così non bisogna lasciarvi fare un discorso filato, o altrimenti bisogna rassegnarsi a darvi ragione.
(come dire: pur vivendo nel XVIII secolo, quest'uomo ha visto giusto!)
Gli uomini pensano più al particolare, al presente, e con ragione, poichè essi sono chiamati a fare, ad agire; le donne invece pensano più alla catena di conseguenze ond'è intessuta la vita, e questo con ugual ragione, poichè il loro destino, il destino delle loro famiglie è legato a questo nesso es esse stesse ne promuovono la coerenza.
(finalmente qualcuno che lo dice, lo ammette!)
lunedì 7 gennaio 2008
attenzione: questo post spoilera "HP e i Doni della Morte"
...quindi, se non hai già finito di leggerlo o non hai nemmeno iniziato ma ne hai l'intenzione, non leggere questo post. e se leggi lo stesso, non prendertela con me, poi. io ti avevo avvertito.
comunque. Piton è l'idolo e io lo sapevo. ammetto che la mia fiducia ha traballato e ad un certo punto è miseramente e completamente crollata, ma la speranza non si è mai spenta. ribadisco: è l'idolo! solo quel geniaccio della rowling poteva inventarsi un intreccio così complesso ma al tempo stesso così fondato e credibile. che storia commovente; il bene superiore messo davanti alla propria vita da chi aveva sempre dovuto recitare la parte dello scostante, dell'antipatico, del traditore.
Silente. Silente un po' mi ha delusa. speravo in un'ammissione che non c'è stata, magari però era sottintesa e non l'ho colta. Silente ammette di aver tenuto in vita Harry perchè Harry stesso è un Horcrux, un pezzo dell'anima di Voldemort, cosicchè deve morire perchè muoia l'altro. Silente ammette di aver sempre saputo e voluto che il destino di Harry fosse quello di morire. ora, le cose sono due: o doveva essere chiaro e ovvio che Silente voleva soltanto che Harry credesse di dover morire, per consegnarsi disarmato e arreso a Voldemort e sconfiggere così la morte; oppure Silente aveva davvero predestinato Harry alla morte, e allora la cosa non mi piace, perchè è un tradimento. comunque, un'esplicita spiegazione su questo punto non c'è, nel libro, oppure c'è ma è una spiegazione incomprensibile alla Silente.
Piton è stata una grossa sorpresa, ma me lo sentivo. ho mangiato il libro in due giorni, in tutto circa 17 ore di lettura.
grazie a J.K. per questi anni di emozioni che non può comprendere chi non conosce questi libri. che non sono affatti libri per bambini, ma sono libri per adulti che sanno ancora giocare con la propria dimensione sognatrice e idealista.
comunque. Piton è l'idolo e io lo sapevo. ammetto che la mia fiducia ha traballato e ad un certo punto è miseramente e completamente crollata, ma la speranza non si è mai spenta. ribadisco: è l'idolo! solo quel geniaccio della rowling poteva inventarsi un intreccio così complesso ma al tempo stesso così fondato e credibile. che storia commovente; il bene superiore messo davanti alla propria vita da chi aveva sempre dovuto recitare la parte dello scostante, dell'antipatico, del traditore.
Silente. Silente un po' mi ha delusa. speravo in un'ammissione che non c'è stata, magari però era sottintesa e non l'ho colta. Silente ammette di aver tenuto in vita Harry perchè Harry stesso è un Horcrux, un pezzo dell'anima di Voldemort, cosicchè deve morire perchè muoia l'altro. Silente ammette di aver sempre saputo e voluto che il destino di Harry fosse quello di morire. ora, le cose sono due: o doveva essere chiaro e ovvio che Silente voleva soltanto che Harry credesse di dover morire, per consegnarsi disarmato e arreso a Voldemort e sconfiggere così la morte; oppure Silente aveva davvero predestinato Harry alla morte, e allora la cosa non mi piace, perchè è un tradimento. comunque, un'esplicita spiegazione su questo punto non c'è, nel libro, oppure c'è ma è una spiegazione incomprensibile alla Silente.
Piton è stata una grossa sorpresa, ma me lo sentivo. ho mangiato il libro in due giorni, in tutto circa 17 ore di lettura.
grazie a J.K. per questi anni di emozioni che non può comprendere chi non conosce questi libri. che non sono affatti libri per bambini, ma sono libri per adulti che sanno ancora giocare con la propria dimensione sognatrice e idealista.
domenica 6 gennaio 2008
l'epifania, che tutte le feste si porta via
«l'uomo Del Monte nel contesto socioculturale del nord del mondo era considerato il garante della qualità dei frutti esotici, nei paesi da cui tali frutti provenivano era considerato l'emblema di un sostema di sfruttamento in cui se la multinazionale Del Monte non "diceva sì" portava alla rovina gli agricoltori i cui frutti venivano rifiutati».
cose di comunicazione d'impresa che si studiano la sera della befana, per fare pausa da Harry Potter. non mi sono ancora rincretinita, ma mi rincretinisco se dopo 555 pagine in meno di 24 ore non penso a qualcos'altro, del resto sono quasi alla fine e i punti cruciali non voglio perdermeli.
Piton vigliacco. McGranitt rulez.
Harry non devi sempre fare tutto da solo.
Pix ti amo (e Pix è rigorosamente un personaggio di HP!).
cose di comunicazione d'impresa che si studiano la sera della befana, per fare pausa da Harry Potter. non mi sono ancora rincretinita, ma mi rincretinisco se dopo 555 pagine in meno di 24 ore non penso a qualcos'altro, del resto sono quasi alla fine e i punti cruciali non voglio perdermeli.
Piton vigliacco. McGranitt rulez.
Harry non devi sempre fare tutto da solo.
Pix ti amo (e Pix è rigorosamente un personaggio di HP!).
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