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mercoledì 26 maggio 2010

Imbavagliatemi

Se esiste qualcuno che mi legge, promuovo un'iniziativa. Iscriviamoci a gruppi Facebook, tweetiamo su Twitter, ma scriviamo anche un bel post sul blog contro il bavaglio!

Ecco il mio, postato su Facebook in versione tagliata per brevità imposta:

Il bavaglio: uno specchio per le allodole di chi grida alla privacy del privato cittadino, in realtà un bieco tentativo di agenda setting. Questa è la mia opinione di cittadina di uno stato la cui costituzione recita "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".

lunedì 19 aprile 2010

Classy or not classy

Leggo, entrambe le volte per caso, due interviste a cantanti del panorama italiano.

La prima, in ordine di tempo, è a Nina Zilli su "Sorrisi e Canzoni TV".
La seconda è a Malika Ayane su "Panorama", qualche giorno dopo.

Già leggendo l'intervista a Nina Zilli mi era montata un po' di rabbia.
La suddetta, con un tono di voce che emergeva persino dalla pagina stampata, si mostrava schifata dal paragone con Giusy Ferreri. Riassumo in breve con parole mie:
"ehi, io mi sono fatta dieci anni di culo nei localini a suonare fino a tarda notte della roba seria di cantanti seri, non come quella cassiera di supermercato che va a Ics-Factor ed è subito famosa. Oh, io ho fatto la gavetta, eh? Che non mi si confonda con quelli che escono dai talent show. Io ho studiato, la mia musica non è paragonabile".

Ripeto, questo è il mio riassunto. Potrei anche aver interpretato male le parole della Zilli, mi dico sul momento.

Poi leggo l'intervista a Malika Ayane su "Panorama". Riassumo, sempre con parole mie.
"Sento di dover dimostrare tanto perchè, per il primo disco, la scusa che si può usare è quella dell'inesperienza; nel caso del secondo disco, secondo tour, seconda partecipazione a Sanremo bisogna dimostrare di meritare la scena. Ancora non riesco a credere a questo successo: avrei anche continuato a suonare per quaranta persone alla volta con paghe da fame, lavorando di giorno come segretaria che poi, diciamolo, non è il lavoro più antipatico che esista".

Ora: giochiamo a "trova la differenza"?

Nina, scendi dal pero. Hai senz'altro una bella voce, una formazione blues e soul, referenti musicali validissimi e storicamente importanti. Ma la tua canzone sanremese è ruffiana esattamente come la prima Giusy Ferreri che, con il secondo album, ha messo del suo e ha deciso di mostrare la propria arte. Esperimento che non si è dimostrato proprio una schifezza.
Nina, tu sarai anche tecnicamente preparatissima, ma ti manca completamente l'umiltà e la gratitudine per ciò che fai!

domenica 7 marzo 2010

Comunicazione non comunicativa 2

L'altro giorno criticavo la leggerezza con cui alcuni professionisti della comunicazione trascurano la carica promozionale che il proprio sito web potrebbe avere, se solo fosse più studiato e curato.

Oggi - non potevo farne a meno - voglio occuparmi di un tipo diverso di comunicazione, partendo da una lettera che mi è arrivata venerdì. Questa lettera mi esorta a scegliere un particolare candidato alle elezioni regionali.

Su questa lettera, dal punto di vista della forma, ho alcuni appunti.

Inizia così (cito testualmente, con attenzione a punteggiatura e maiuscole):
Cara Vale
mi permetto di scriverti questa lettera per richiamare l'importanza del prossimo appuntamento elettorale. Come probabilmente saprai, il 28 e 29 marzo, si rinnova il Consiglio e la Presidenza della Regione.

Osservazioni:
- "Cara Vale" richiederebbe una virgola, prima di andare a capo. Mi rendo conto che queste lettere sono stampate in blocco, ma aggiungere una virgola non mi pare gran fatica.
- questo non è un errore, ma io non avrei utilizzato il verbo "richiamare" nel senso di "ricordare".
- La punteggiatura! So più o meno dalle elementari che non si mette virgola tra soggetto e predicato, a meno di non inserire delle coordinate incidentali - degli incisi - e allora, a quel punto, la virgola non separa soggetto e predicato ma principale e coordinata. Benissimo la virgola dopo "saprai", malissimo la virgola dopo "marzo".
- "si rinnova": il Consiglio si rinnova da solo? E siccome parliamo di Consiglio e Presidenza, non dovrebbero rinnovarsi al plurale, al limite? Comunque due imprecisioni: la forma e il genere. Un bel "si vota (per indicare un'indeterminata moltitudine di elettori) per rinnovare" sarebbe stato più efficace e semplice! La semplicità è così sottovalutata, identificata con povertà d'idee! Ma NOOO, non lo è!

Andiamo avanti:

[...] L'altro motivo è che desidero sottoporre alla tua attenzione la candidatura, quale Consigliere Regionale, di Pinco Pallino, persona che gode della mia personale Stima e Fiducia e che credo possa ben operare in Regione.

Osservazioni:
- Pesantezza! "la candidatura, quale Consigliere Regionale, di Pinco Pallino". Siccome odio i "quale" al posto dei "come", avrei semplicemente scritto "la candidatura di Pinco Pallino a Consigliere Regionale", senza troppe pause o virgole. Ammetto, però, di non conoscere bene il linguaggio tecnico politico, quindi forse "candidarsi a" un ruolo potrebbe non essere la formula più giusta.
- "Stima e Fiducia" sono due tue amiche? Insomma: o sono personificate, o non ha alcun senso usare la maiuscola per sottolineare due valori, in questo contesto. Non stiamo parlando in astratto di valori dell'interiorità umana, ma stai cercando di convincermi a riporre stima e fiducia in un candidato.
Bene, invece, la maiuscola per "Regione": stiamo parlando di un ente.

E ancora:
Mi sento di garantire la serietà e l'impegno di Pinco Pallino all'interno delle Istituzioni. Nonostante la giovane età, ha già ricoperto rilevanti ruoli [...] ispirando la propria azione politica alla difesa di Valori fondamentali come la Sacralità della Vita, l'Identità Nazionale e la Sicurezza.

Osservazioni:
- Ancora con queste maiuscole usate a sproposito. Valori, Sacralità, Vita, Identità, Nazionale, Sicurezza, sono nomi comuni utilizzati nella loro natura di nomi comuni. Le maiuscole non servono a evidenziare un termine, le maiuscole hanno altre funzioni! Lo dice anche l'Accademia della Crusca. Possibile che la persona che ha nel partito il compito di redigere queste lettere non sappia usare un grassetto?

Per finire:
Proprio per la Fiducia che nutro verso Pinco Pallino ti chiedo, non solo di esprimere la tua preferenza, [...] ma altresì di promuovere tra i tuoi amici e conoscenti, la sua candidatura, affinchè i nostri Valori possano essere ben rappresentati in Regione.

Osservazioni:
- Sulle Maiuscole Ho Già Detto Abbastanza.
- Virgola: dopo "ti chiedo" non ha assolutamente utilità. Ha un efficace effetto infastidente, anzi. Esattamente come dopo "conoscenti".

Qual è la mia osservazione finale?
Io parlo da profana. Formata per notare alcune sottigliezze, ma profana, perchè fuori allenamento da tempo. Forse solo io e pochi altri ignoreremo questa lettera a causa degli errori che contiene, ma senz'altro emerge una riflessione.
I candidati alle elezioni, ritengo, devono trovare professionisti che lavorino per loro. Le elezioni non sono affare da poco, non è il torneo di biliardino della baracchina dei gelati. Se io, profana, noto inesattezze ed errori, significa che questi sono evidenti.
Possibile che, per questioni importanti come l'elezione regionale, ci si affidi a persone che sanno l'italiano solo in apparenza?
Ammetto che le scelte lessicali e la costruzione della lettera sono buone, e diamo il beneficio del dubbio che ciò che ho criticato siano refusi. Si possono lasciare refusi in lettere all'elettorato?

Concludo con "mah".

domenica 7 febbraio 2010

"Non siamo padroni della nostra vita"

dice Benedetto XVI appollaiato sul davanzale della finestra, rivolto a una folla di fedeli che inneggiano alla vita.

Molto bene.

Non siamo padroni della nostra vita!? Ma che insegnamento è? Il catechismo ci insegna che dobbiamo metterla al servizio di Dio, all'incirca, se non ricordo male.
Ma il catechismo è comunque espressione di ciò che la Chiesa vuole che venga detto, dell'indottrinamento. É un'interpretazione e purtroppo pochissimi, tra quelli che credono e praticano, se ne rendono conto.

Pochissimi capiscono cosa significa che un testo è "aperto", semioticamente parlando; non si pongono il problema, non sanno che questa possibilità esiste, dunque quando sentono dire "è scritto nella Bibbia" non si fanno ulteriori domande.

Purtroppo è difficile infinocchiare con questa robetta retorica chi ha un'istruzione superiore e, oserei dire, chi ha studiato semiotica, la scienza del segno e della sua interpretazione.
Per la semiotica, tutto è testo, dunque tutto è intepretabile - è ciò che la psicologia dice in altre parole, cioè che ogni persona reagisce diversamente a situazioni-tipo perchè ogni persona percepisce diversamente tali situazioni.
Non esiste una ragione, non esiste un torto, non esiste un'intepretazione giusta più di altre, ma esistono le interpretazioni sbagliate, che Eco chiama "abusi". Ogni testo pone i confini di se stesso: all'interno di tali confini, sei libero di interpretare; se ne esci, stai violentando il testo, cercando di adattarlo a ciò che vuoi dire.

Ecco, che la Chiesa oggi si permetta di contrastare la medicina, incitando alla diffusione di malattie piuttosto che alla loro prevenzione, in nome di chissà quale riga della Bibbia, ecco: questo mi fa incazzare.
Rispetto chi crede in questo modo così profondo e totale, ma credo che non sia più possibile, nel 2010, sottomettersi a certi principi senza farsi e fare davvero del male.

Cosa credo? Credo di essere una persona buona, che cerca di non fare male a nessuno, che non vuole imporre i propri principi ma vive nella tolleranza, che prova sempre a superare i propri limiti. E credo anche che Dio mi ami, perchè sono una brava persona, e che non abbia smesso di farlo perchè ho fatto sesso, perchè mi sono protetta da gravidanze indesiderate, perchè credo nella libertà di ognuno di fare della propria vita ciò che vuole.

Se qualcuno crede che, invece, io viva nel peccato e che, per questo, Dio mi ami di meno, si faccia avanti.
Riprendiamo le nostre vite in mano!

martedì 1 dicembre 2009

Life sucks.

Come da oggetto, il mio senso di ingiustizia è prepotentemente tornato a galla ricordandomi che ogni cosa che non va bene nella mia vita non dipende da me. Su nessuna ho controllo o possibilità di agire che cambino la situazione.
Il che, chiariamo, non è che lo pensi io in quanto povera vittima di ingiustizia. Il ragionamento è frutto di numerosi brainstorming con me stessa a base di "cosa faccio, cosa faccio, cosa faccio per non stare con le mani in mano e dire che almeno ho tentato?".
Ma cosa faccio contro:
- la mancanza di denaro sufficiente ad andarmene di casa;
- un divorzio non mio le cui conseguenze continuano a perseguitarmi e ferirmi;
- la situazione critica del mondo del lavoro, in cui non c'è spazio per figure come la mia;
- la mancanza di una casa in cui andare una volta uscita di casa e il divieto - imposto - di fare un mutuo (e quindi che faccio?).
Se questo è vittimismo.

venerdì 27 febbraio 2009

al contrario

Prêt-à-porter e alta moda: si sgretola il confine.
Una donna scrive su  Facebook: «Lavoro noioso». Licenziata.
Laura Chiatti adora occuparsi di fidanzato e casa ma fa sogni trasgressivi.
Belen Rodriguez dice: mi sono rifatta il seno ma ho un cervello da maschio.

e intanto

beppino englaro è indagato per omicidio.
un orefice rapinato spara e uccide i rapinatori; viene successivamente indagato per omicidio volontario, quindi s’impicca.
un uomo che attraversava la strada viene colpito da un semaforo abbattuto da un’auto appena coinvolta in un incidente, e muore.
e aggiungo – non me ne vogliate, per l’accostamento alle altre tematiche; per me è una cosa serissima e tristissima: patrick swayze sta morendo. l’idolo romantico della mia infanzia, e con lui se ne andranno gli ultimi ideali romantici che mi restano.

il mondo va al contrario.

giovedì 16 ottobre 2008

il buongiorno si *sente* dal mattino

questa mattina, allegra come una fresca scolaretta, sorridente come una fotografia, mi siedo sull'autobus e inizio a leggere il mio libro, pensando che amo i libri di psicologia perchè mi mettono di buonumore.
senonchè, verso metà di via mazzini, un puzzo di sporco stantio inizia a mozzarmi il fiato. puzzo di barbone, fetore assassino, per intenderci, fortissimo, a tal punto che ogni respiro è per me un conato di vomito. inizia bene, la giornata!
mi volto verso il mio vicino di posto, disperata perchè l'alternativa è non respirare; è vero che ha il capello lunghetto e scompigliato, ma ha anche un ipod nelle orecchie, le mani pulite, vestiti normali e puliti anche loro. il puzzo insopportabile continua, però, mi entra nelle narici, e non mi fermo tanto a riflettere perchè devo concentrarmi sul non vomitare.
a un certo punto, siamo in via san vitale, il puzzo inizia a calare e poi smette... grazieeee! però il mio vicino è ancora lì... potrete immaginare come mi sia sentita una merda nell'aver pensato che fosse lui ad emanare quel fetore.
ma il viaggio non era mica finito...
al puzzo di sostituisce, qualche fermata dopo, il non-plus-ultra del tamarro.
lui più lei più lei, ovvero
ragazzo con taglio di capelli assurdo tutto ingellato occhiali a mascherina che gli coprono anche il mento, camicia, pantalone basso sul sedere, abbigliamento tutto sommato finto chic,
più
fidanzata di lui, ragazza con la gomma in bocca che mastica finemente, coda di cavallo, bustino aderente sopra al lupetto nero, pantaloni a vita bassissima con mezzo culo di fuori, altezza da stangona e addominale bello tonico,
più
amica di lei, bassina e grossettina, che ne sembra la riserva e sicuramente le fa da scudiero.
a ciò si aggiunge che qualche sedile più avanti c'era un gruppo di ragazzine liceali che parlava dell'occupazione.
"cccccioè io mica sto facendo fuga amore, c'è occupazione!" "senti, guarda che ti facco diventare bella!" "cccccioè ma cosa credi... scendo in piazza otto agosto".
la squadra dei tamarri, come colui che vede la pagliuzza nell'occhio altrui ma non la trave nel proprio, commentava, osservando i dialoghi delle ragazzine: "ci sarà speranza per loro? saranno irrecuperabili?"

rimpiango il motorino.

giovedì 9 ottobre 2008

la patente non è un diritto.

leggevo sul Carlino Bologna un articolo sulle condizioni delle persone coinvolte in un incidente stradale lunedì scorso. ecco cosa è successo:

Gravissimo incidente stradale questa mattina verso le 10 all'incrocio di Piazza dell'Unita. Una moto di grossa cilindrata si e' scontrata con un taxi poi ha investito tre pedoni in attesa di attraversare sulle strisce pedonali. Il bilancio è gravissimo: una donna di 63 anni è morta sul colpo mentre altre due persone sono rimaste ferite, una in modo grave.
In base a una prima ricostruzione, una Aprilia 'Tuono' 1000 arrivata da via Giuseppe Mazza e' finita a forte velocita' contro un taxi Volvo V70, proveniente da via Corticella e diretto verso la piazza. Nell'impatto la moto e' praticamente decollata e, dopo avere abbattuto un palo semaforico, ha travolto tre persone che erano in attesa di attraversare la strada in via Franco Bolognese.


tralasciando per un attimo che il suddetto articolo, pieno di refusi ed errori di ortografia, era pubblicato nella versione online di una testata nazionale (ma dove andremo a finire?)...
a prescindere dalle colpe attribuibili in questa specifica circostanza...
la patente non è un diritto!
impennare appena scatta il verde non è un diritto!
superare i limiti di velocità non è un diritto!
che gli autovelox siano segnalati, dal momento che chiunque è tenuto a rispettare i limiti, non dovrebbe essere un diritto!
è un diritto invece andare piano se uno non si sente sicuro, se è stanco, se non sta bene (e tu che suoni il clacson, stronzo, lo sai perchè quello va piano? hai comunque il tuo diritto al sorpasso, ma almeno il frontale te lo fai da solo);
è un diritto guardare due-tre-quattro volte all'incrocio, se la prima non mi convince, senza essere presa a clacson e male parole (sempre tu che suoni: io ho fatto spendere alla mia famiglia quasi 10mila euro per una distrazione. tu che suoni, che ne sai delle mie motivazioni?);
la strada è di tutti; si deve adattare chi, col proprio comportamento, mette in pericolo gli altri, non chi segue le regole.
ficcatelo in testa!

infatti, se tu rispettassi la distanza di sicurezza, il vecchietto che va piano e frena all'improvviso non sarebbe un problema. l'idea che "chi va così piano è più pericoloso di chi va forte" è uno stupido alibi.
le regole esistono per un motivo e non è compito del cittadino discutere se siano giuste o meno! tantopiù che non parliamo di diritto privato, ma di codice della strada.
posso essere d'accordo o meno che "in quel tratto fare i 50 è ridicolo", ma dal momento che il cartello c'è, che ne discuti a fare?
taci e impara a rispettare le regole, anche quando non ti piacciono.