domenica 15 febbraio 2009

san valentino

baciarsi come facciamo noi non è banale, e nemmeno i nostri sguardi lo sono. il fatto, poi, che il cuore vada ancora a mille quando ci guardiamo, è segno di tanto amore ancora da coltivare…
non avevo programmato la serata, ma è stata davvero bellissima. un pochino mi sono sentita come una ragazzina di 16 anni, e sono sicura che anche tu non hai dimenticato come ci si sente emozionati in certi momenti.
quindi non dimenticare come emozionarti.

mercoledì 11 febbraio 2009

la mia volontà

Nel pieno delle mie facoltà mentali e in totale libertà di scelta dispongo quanto segue.
In caso di:



- malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante

- malattia che mi costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione



chiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico né a idratazione e alimentazione forzate e artificiali in caso di impossibilità ad alimentarmi autonomamente.

Le presenti volontà potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con successiva/e dichiarazione/i.




Mi rendo conto che sia un’affermazione forte, ma serve per lottare contro l’imposizione di valori dall’alto a ognuno di noi. Se ognuno sceglie cosa fare della propria vita, non lede la libertà di altre persone. È giusto che ognuno possa decidere per sé. Mai e poi mai potrei pensare mia madre e mio padre a piangere sul mio corpo “quasi” morto, incapaci di andare avanti con la vita perchè bloccati con me. Nè potrei pensare al mio fidanzato nella stessa condizione.

Non sono il tipo di persona che accetta di vivere menomata e non autosufficiente.


E non sono nemmeno così superficiale da credere che la penserò sempre in questo modo. Ora, però, sì.

martedì 3 febbraio 2009

incubi

a questo punto, presumo che si tratti proprio del sogno ricorrente che perseguita ognuno di noi.
io ero brava a scuola. la classica studentessa che fa incazzare perchè si impegna tanto solo se deve – e quando deve lo fa con gli interessi, ma studia il giusto ed eccelle comunque. smettevo di studiare solo dopo l’interrogazione, ma già la volta successiva recuperavo perchè non si sa mai che m’interroghi così, perchè gli tira.
potete quindi ben immaginare come sia agghiacciante il mio incubo ricorrente in cui arrivo a scuola completamente impreparata perchè “mi sono dimenticata di studiare” (ma per mesi, non solo per quella volta) oppure perchè provengo da un’altra scuola ma il professore vuole interrogarmi lo stesso.
in quest’ultimo sogno pregavo addirittura mia madre di non farmi più andare a scuola dicendole “non vedi come sono messa, che mi dimentico persino di studiare?”.
che angoscia! i freudiani possono sbizzarrirsi con questo incubo che ricorre spesso nei miei sogni… sempre nei momenti di svolta.

giovedì 29 gennaio 2009

conflitti di interesse

io e la mia futura suocera ci abbiamo messo un po’ di tempo a capirci, ma ora “ci amiamo”. eppure, sarò sempre un po’ gelosa dell’amore che il mio amore prova per lei. lo so: errore terribbbbbile! mai mettersi in mezzo tra marito e suocera e lungi da me la sola idea, tanto più che intrattengo ottimi rapporti con entrambi e che i miei futuri suoceri sono molto discreti, per nulla invadenti.
questa riflessione è stata suscitata dalla malsana idea che quando reclami un uomo, o sei sua madre o sei una rompipalle. lo stesso concetto - “non ci sei mai a cena” (inclusi gli occhioni cerbiattosi e inumiditi), oppure “vorrei passare più tempo con te” – acquista diverse valorizzazioni semantiche a seconda del ruolo familiare dell’emittente del messaggio – scusate, qui è emersa un attimo l’ex studentessa di comunicazione. in sostanza: alla mamma si dice sempre sì, alla fidanzata si dice sì con riserva – cioè lui si riserva di pensare “che palleee!”.
mi infastidisce enormemente l’idea che ogni mio “reclamo” – ad esempio “amore, mi fai le coccole?” oppure “amore, mi porti al centro commerciale/al cinema/al ristorante cinese/eccetera?” sia percepito dal mio lui come qualcosa che deve fare per far tacere la rompipalle che è in me.
deve essere coda di paglia, perchè Lui, in realtà, non si lamenta mai. o forse questa mancanza di lamentele mi insospettisce.
insomma, non me ne va bene una ;-)

sabato 24 gennaio 2009

profezie che si autoavverano

dopo aver detto a chiunque mi conosca che “io non ho mai la febbre, al massimo un gran raffreddore”, ho passato tre giorni con temperatura corporea oscillante tra 37,5 e 39 gradi.
a volte, confesso che mi spavento.
è successo che desiderassi un certo sviluppo di cose e che abbia pensato in dettaglio a come avrei voluto che andassero, e che sia stata a guardare senza mai intervenire mentre gli eventi accadevano esattamente come me li ero immaginati nella mia testolina. spaventando persino me stessa.
ebbene, ciò non accade con la palestra.
tutto iniziò con la mia frustrazione per il dimagrimento generalizzato dei miei amici, non seguito da un dimagrimento anche mio.
dite quello che volete, io sono una falsa magra. non che sia grassa, ma sono tondina, morbida, cicciosetta, ditelo come vi pare. ve lo dirò con la taglia: porto una 44 di pantaloni, per le maglie anche oltre. non sono magra, non lo sono mai stata, e purtroppo da un po’ di tempo non sono tonica, ecco perchè mi sono decisa a iscrivermi in palestra.

speravo di dimagrire appena messo piede sul tapisroulant? sì, ma non ci contavo. per buttare giù la pancetta ci vogliono almeno 3 mesi di allenamenti circa 3 volte a settimana.

io vorrei solo buttare giù 2-3 chiletti, quelli che mi fanno sentire a disagio (perchè, contrariamente a tante ragazzotte che vedo in giro, non oso mettere magliettine corte e strizzanti se non posso permettermele, nè faccio uscire mezzo culo dai pantaloni, quindi nell’ultimo anno ho indossato solo cose lunghe e larghe).

comunque, dopo una settimana di palestra in cui volevo prendere il ritmo e godermi il sudore che è come un grammettino perso, e soprattutto dopo una ferrea dieta (nota bene: per me mangiare sano è una ferrea dieta, perchè mangiare è un piacere irrinunciabile), sono riuscita ad ammalarmi e a perdere una settimana intera di palestra tra febbre, bronchite, tosse e raffreddore.

mercoledì 7 gennaio 2009

riflettevo solo…

riflettevo solo… su quanto io sia fortunata ad avere un ragazzo che amo e che mi ama, che rispetto e che mi rispetta, con cui i litigi anche apparentemente violenti non mettono comunque in discussione questo amore e questa storia. che mi fa sentire sempre desiderata e femminile e mi dà soddisfazione e non gelosia quando metto un vestito corto o una scollatura. che è ancora dolce e cuccioloso dopo due anni e dopo tante vicende. con cui divido la fiducia più totale.

martedì 6 gennaio 2009

parlare di sè in terza persona

Vale ha deciso che in questo post scriverà il proprio nome con la lettera maiuscola; perchè, se non ve ne foste accorti, Vale non utilizza mai – per scelta stilistica – le maiuscole nel suo blog.
Vale, da quando esiste facebook, è contenta: può descrivere il suo status in terza persona e ha la sensazione che questo renda più interessante ciò che scrive…
se qualche psicologo o studente di psicologia passasse di qui, le interpretazioni sono gradite!
alla fine Vale, in questo secondo post del 2009, non ha detto niente.
o forse no.

lunedì 5 gennaio 2009

il primo post del 2009

questo è il primo post del nuovo anno. 2009. un numero che mi piace.
ho riflettuto molto. non ho ancora smesso di fumare e credo che dovrò aspettare una vocazione, per riuscirci.
sono sempre io ma sono diversa.
ho gli stessi amici e gli stessi affetti e forse qualcuno in più.
ho ritrovato il piacere di dormire, qualche volta. almeno non striscio nannolosa per terra come prima.
ho delle certezze, anche. qualcuna più di prima, ma come sempre: più certezze portano più dubbi.

domenica 7 dicembre 2008

you can't play on broken strings

Broken Strings
Let me hold you
For the last time
It's the last chance to feel again
But you broke me
Now I can't feel anything

When I love you,
It's so untrue
I can't even convince myself
When I'm speaking,
It's the voice of someone else

Oh it tears me up
I try to hold on, but it hurts too much
I try to forgive, but it's not enough to make it all okay

You can't play on broken strings
You can't feel anything that your heart don't want to feel
I can't tell you something that ain't real

Oh the truth hurts
And lies worse

How can I give anymore
When I love you a little less than before

Oh what are we doing
We are turning into dust
Playing house in the ruins of us

Running back through the fire
When there's nothing left to save
It's like chasing the very last train when it's too late

Oh it tears me up
I try to hold on, but it hurts too much
I try to forgive, but it's not enough to make it all okay

You can't play on broken strings
You can't feel anything that your heart don't want to feel
I can't tell something that ain't real

Well the truth hurts,
And lies worse
How can I give anymore
When I love you a little less than before

But we're running through the fire
When there's nothing left to save
It's like chasing the very last train
When we both know it's too late (too late)

You can't play on broken strings
You can't feel anything that your heart don't want to feel
I cant tell you something that ain't real

Well truth hurts,
And lies worse
How can I give anymore
When I love you a little less than before

Let me hold you for the last time
It's the last chance to feel again
.

mercoledì 3 dicembre 2008

tacchi violenti

in questo mese di assenza ho pensato a molte cose.
sono una persona vera e tutte le mie azioni e reazioni sono spontanee, non ti so mentire. la trovo una cosa che mi differenzia, nel bene e nel male, da tutti gli altri. ma onestamente lo ritengo un pregio.
molte cose sono cambiate e le persone hanno mostrato - anche in questo caso nel bene e nel male - facce diverse da quelle che credevo.
stamattina, su un paio di tacchi violenti, vedevo prendere vita qualcosa che ho contribuito a rendere possibile.
domani, però, niente tacchi troppo alti.
sono ancora in ufficio ed è quasi ora di cena. ci resterò almeno un altro paio d'ore.
sono stanca morta e ho bisogno di dormire, ma basterebbe anche vedere le lamborghini.
mi sentirei un po' più vicina a te.