venerdì 27 gennaio 2012

Discontinua

Incapace di continuità emotiva, interrompo. Poi riprendo, come fosse ieri, e interrompo nuovamente. Tutto a piccole dosi, come se contasse.

domenica 11 dicembre 2011

Rifiutare

...la felicità, l'agio e il piacere, perché essere felici non va bene.

mercoledì 7 dicembre 2011

Felicità

Sempre più mi rendo conto che la felicità non è una condizione ma un attimo che, se sei fortunato, si ripete qualche volta.

lunedì 5 dicembre 2011

Roba da sentirsi intelligenti

Oggi, per la prima volta, non sono riuscita a uscire alla mia uscita dell'autostrada. Sono dovuta uscire alla successiva e ho perso 25 minuti per tornare a casa.
Nel contesto generale, nel quale "inadeguatezza" è la parola d'attualità, mi sono sentita davvero un'idiota patentata (dove "patentata" ha doppia valenza letterale e metaforica).

domenica 4 dicembre 2011

Il povero blog abbandonato

Forse questa nuova tecnologia mi aiuterà ad uscire dalla mia spirale abulica.

sabato 9 aprile 2011

Enjoy the silence

Silenzio ai massimi storici per una segaiola mentale come la sottoscritta.

Ma non ho tempo neanche per pensare e mi sto alienando in modo preoccupante dal mondo, concentrandomi soltanto sul mio lavoro. Non faccio nient'altro, letteralmente.

Mi piace molto quello che faccio, questo sì, e lo faccio volentieri.

Non riesco più a leggere nè a vedere gli amici. Non entro in Facebook che due-tre volte a settimana.

Sta iniziando il lento processo di sparizione dal mondo?

venerdì 7 gennaio 2011

Cicatrici

Sono indecisa: che questa sia una grande paraculata? Definiamola pura speculazione e non pensiamoci più.

Notando in me pessimi cambiamenti interiori, mi sono chiesta che cosa mi abbia reso egoista, menefreghista, fredda e asociale. Indipendente lo sono sempre stata, ma qui si sfiora l'alienazione.

Questo Natale ho autotonamente deciso che non avevo voglia di fare auguri praticamente a nessuno e lo stesso è valso per il primo dell'anno (con telefonata della nonna risentita e giustamente sorda alle mie spiegazioni filosofiche), per non parlare della befana.
In ognuna di queste date ho sentito che fosse un giorno come un altro e non ho percepito un clima di festa, com'è invece successo in altre occasioni e persino in altri periodi dell'anno.

Mi chiedevo da dove venisse questa apatia e il mio graduale disinteresse per ogni cosa e non ho trovato risposta migliore che incolpare di tutto alcuni avvenimenti di qualche anno fa.

Ma non regge...

Ero una ragazza da balotta, oggi la balotta m'innervosisce.
Ero insicura ma aperta, oggi sono sicura di me e rigida (chiamasi "figadilegno" in alcuni dialetti ;-)

Non riesco a capire e tutto questo non mi piace.

sabato 27 novembre 2010

Ogni tanto guscio

Io a volte penso di non farcela. A fare cose semplici e banali che per altri sono quasi sempre piacevoli, persino.
A me sembra a volte di avere voglia solo di chiudermi nel guscio che ho abbandonato un po' di tempo fa forzatamente per esplorare il mondo come si conviene a una persona della mia età. Quel guscio che normalmente si abbandona in modo naturale crescendo e che io ho conservato troppo tempo oltre il tempo limite e la cui ombra adesso mi segue quasi ovunque, dovunque io vada sola.
Pur avendo un carattere che ama l'indipendenza, io spesso ho paura di fare le cose da sola. E invece di farle scappo e mi rimetto nel guscio come se potesse essere una giustificazione.
Non potrò fare così a lungo, sarebbe tempo di crescere eppure io sono già grande e cresciuta, solo a metà e non per intero.

mercoledì 10 novembre 2010

Volevo solo dire...

...che oggi ho fatto del mio meglio.
Ne sono fiera.
Non so se ho fatto tutto per bene, ma ci ho provato.

giovedì 4 novembre 2010

Fuori dal bozzolo

Provare, buttarsi.
Semplice per chi non è un ex maniaco del controllo totale, della tabellizzazione di qualsiasi elemento della vita - anche di quelli non collocabili in combinazioni di righe e colonne, dell'analisi della situazione in un nanosecondo per non essere mai impreparati.

Invece, da quello che capisco, il mondo funziona così, e così come non posso dirlo: se qualcuno, passando per caso, leggesse e spifferasse, chissà che percentuale di quello che volevo dire io arriverebbe ai destinatari dello spiffero!

Sta di fatto che non si può più fare la bimba impaurita che si rintana nell'angolino, bisogna sbocciare in una professionista con i controcoglioni, e qui si apre il dibattito: ma io, i controcoglioni, li ho?

Ho sempre detto - e pensato - di sì. Ma li confondevo con la mia capacità dialettica di piegare l'altro qualora fosse anche solo leggermente meno dialetticamente capace di me. Questa è, appunto, capacità dialettica di livello medio(cre).

Si tratta di intelligenza? Nemmeno, perchè quella ce l'hanno più persone di quanto non s'immagini, sebbene la maggior parte di esse nasconda i momenti intelligenti con quelli, ben più numerosi, in cui si lascia prendere da pulsioni emotive che ottundono (adoro questo verbo) lo slancio.

Una volta ritenevo non intelligente chi non sapeva scrivere perfettamente. Oggi so che era una cazzata da bozzolo. Cos'è una cazzata da bozzolo? È una di quelle idiozie, o anche solo convizioni, se vogliamo eliminare la connotazione negativa, che si hanno quando si vive la propria vita con i sensi ovattati dal bozzolo protettivo che si è costruito intorno a sè. E quindi, quando ne esci, sei stupito che esistano altre persone che conoscono quella parola, che amano quel cantante, che conoscono quel modo di dire; sei quasi stupito che altre persone esistano, e basta; ti stupisci di cose banalissime perchè le credevi appartenenti solo al tuo mondo, invece il mondo è di tutti.

Quindi, uscita dal bozzolo, dicevo: ehi, ma guarda, anche questo qui che non sa scrivere, che mette la virgola tra soggetto e predicato, tra predicato e complemento oggetto, che se dico "diatesi" dice "eh?", anche questo qui fa ragionamenti più intelligenti dei miei, e soprattutto sa stare al mondo meglio di me, e soprattutto lavora meglio di me.

Uscita dal bozzolo solo poco tempo fa, mi stupisco di così tante cose che mi appare tutto nuovo. Non è stupore da meraviglia, eh. È stupore da presunzione.

Tirare fuori le palle e ricacciare la presunzione, è il prossimo compito per casa.